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10 luglio 2026
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I risoluti
di Rinaldo Battaglia *

Per restare sul tema di raccontare in modo diverso la verità storica, documentata ed accertata, soprattutto in questo periodo per quel che concerne la X Mas, mi permetto oggi di parlare – visto che nessuno mai lo fa - de "I Risoluti".

Il Battaglione "Risoluti" della Xª MAS era nato come reparto misto di marinai a Genova dopo l'8 settembre 1943 e divenne tra i più fanatici tra i fascisti.

Si chiamarono "Risoluti" per la violenza e la determinazione dimostrati nei vari rastrellamenti antipartigiani sin dalla primavera 1944. E i 'rastrellati' finivano sottoterra o nei lager di Hitler.

Operarono soprattutto in Liguria, in particolare nella provincia di Genova e nelle aree interne, tra il 1944 e il 1945. Essendo un'unità locale molto radicata e di stanza alla caserma di via Marina di Robilant (Genova-San Fruttuoso), il battaglione operava in stretta sinergia con gli occupanti tedeschi e con le Brigate Nere per reprimere la Resistenza ligure.

Marchio di fabbrica dei Risoluti furono le particolari e specifiche modalità repressive. Come fecero a Forte Castellaccio il 1° febbraio 1945. Qui 6 partigiani o sospettati come tali (Federico Vinelli, Angelo Gazzo, Pietro Pinetti, Alfredo Formenti, Luigi Riva e Pietro Silvestri) furono prelevati dal carcere di Marassi e condotti sulle alture di Genova, presso il Forte Castellaccio del Righi. La zona era un'area militare interdetta ai civili sotto il diretto controllo dei bersaglieri e dei "Risoluti" della Xª MAS.

Lì i prigionieri vennero fatti sedere tra botte e calci e fucilati alla schiena da un plotone d'esecuzione fascista.

Il battaglione, guidato da Felice Bottero, infatti compiva frequenti incursioni e rastrellamenti nelle valli interne e nei quartieri di Genova. Le operazioni miravano a fare terra bruciata attorno alle brigate partigiane. Si traducevano sistematicamente in catture, torture nella Casa dello Studente o nelle carceri cittadine, e successive esecuzioni sommarie di "ribelli" o solo ‘sospettati’ collaboratori.

Forti le violenze, quindi, sulla popolazione civile: la banda dei "Risoluti" applicava i metodi tipici della controguerriglia della Repubblica di Salò: vessazioni, requisizioni forzate di cibo e bestiame, e minacce di ritorsione contro i civili accusati di dare rifugio ai partigiani. A guerra finita furono moltissime le testimonianze che descrissero l'azione del gruppo soprattutto nel quartiere di San Fruttuoso, diventato a quel tempo un vero e proprio regime di terrore locale.

Dei crimini commessi dai reparti della Xª MAS (inclusi i "Risoluti") furono oggetto di indagine e dibattimento nel dopoguerra durante i processi contro Junio Valerio Borghese e i comandanti delle unità repubblichine. I registri storici odierni, come l'Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, documentano ampiamente come la repressione in queste zone non risparmiasse i prigionieri feriti o già resi inoffensivi e i civili.

Premesso tutto questo, ditemi ora - leghisti della mia terra e non, fans di Futuro Nazionale e/o tutti coloro che oggi osannano Vannacci, quello che esalta la X Mas - cosa pensate in merito?

Tutto falso?

Diceva un certo Bertolt Brecht che: «Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente».

10 luglio 2026

* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio


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