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10 luglio 2026
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Ankara: documento strategico solo una lista di spese
di Clara Statello

Mi sono svegliata alla buon'ora per leggere il documento strategico partorito dal Vertice di Ankara 2026.

Documento strategico si fa per dire. Non c'è nessuna strategia, ci sono impegni di spesa.

Nel punto 1 della dichiarazione si ribadisce la deterrenza, cosa in cui non crede più nessuno, neanche la Lituania.

Gli altri punti impegnano non la NATO ma gli alleati europei più Canada a comprare armi per sé e per l'Ucraina.

Nel penultimo punto gli europei si impegnano a garantire lo stato non nucleare dell' Iran e la libera navigabilità di Hormuz. La frase "l'Iran non deve avere un' arma nucleare" è stata il mantra della due giorni che ha letteralmente fatto da contorno al NATO Summit Defence Industry Forum.

In cambio di questo riconoscimento Trump ha consentito di inserire nella dichiarazione un impegno della NATO con l'Ucraina, riconoscendone il contributo alla "sicurezza transatlantica" e mettendo nero su bianco che "gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno all'Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale".

Per questo verranno stanziati 140 miliardi di euro in due anni, che dovranno stabilizzarsi come contributo "equo, sostenibile e prevedibile nel lungo periodo".

Nonostante l'Ucraina contribuisca - secondo Trump - alla sicurezza di tutta la NATO e non solo dell' Europa, saranno solo gli europei e i canadesi a mettersi le mani nelle tasche. E a comprare armi americane ovviamente. Che secondo il NSDIF26 - l'evento più importante che si è tenuto ad Ankara il 7 e 8 luglio - verranno prodotte anche in Europa.

C'è da capire se la Turchia verrà considerata Europa o no. Ovvero se sarà inclusa nella lista clienti dell' apparato militare industriale americano o se Trump le abbia riconosciuto lo status di produttore.

Per tenere in piedi questo impegno ad acquistare, al secondo punto è stato stabilito che la Russia è il nostro nemico di lungo periodo assieme al terrorismo (leggi resistenza palestinese e asse della resistenza).

Dobbiamo rinunciare alla sanità pubblica e pagare i salati alla futura aristocrazia operaia americana per contrastare l'arrivo in Europa dei cosacchi mangiabambini. Ancora una volta. Menzogna che funziona non va mollata.

Infine, all'apertura del NSDIF26 i ministri della Difesa NATO hanno firmato degli impegni in commesse militari (immagino USA).

Il valore non è stato comunicato subito ma compare nella dichiarazione: 50 miliardi che si vanno ad aggiungere ad un aumento di investimenti nei requisiti fondamentali per la difesa di oltre 139 miliardi di dollari.

Ovviamente pagati da Paesi europei e Canada, che ve lo dico a fare?

Da qui due cose:

1) il vertice NATO ha di fatto trasformato il vincolo transatlantico in un rapporto coloniale in cui il dominus (USA) impone una tassa o servitù militare ai clientes, per poter rilanciare la propria base industriale e ripristinare salari e occupazione, oltre che profitti ovviamente. Questa trasformazione non è una novità, è la piena realizzazione del vincolo stesso.

2) con 189 miliardi di euro, più 140 miliardi per armi all'Ucraina, quanti posti di lavoro avremmo creato in Europa? Quanti ospedali? Quanti asili? Quante famiglie e quante imprese sarebbero state aiutate? Quanti paesi avremmo salvato dalla fame?

Pensate a questi due punti, pensate a quanto disgusta l'Occidente, a quanto siamo il tumore dell'umanità e a quanto sono cretini funzionali a questo sistema di morte e guerra i trotskisti e i sinistrati che parlano di Russia come di un imperialismo.

Non hanno capito niente.


per approfondire...

Dossier diritti

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