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09 luglio 2026
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Progetto Medusa: donne come carne da macello
di Marinella Puleo

L'operazione Progetto Medusa ha squarciato il velo su una realtà che vomita in faccia alla società la verità più cruda: per decine di mariti, le proprie mogli non erano compagne di vita, ma carne da macello, oggetti da drogare, abusare e vendere al branco digitale nel dark web.

Parliamo di sottomissione chimica, stupro di gruppo premeditato e totale annientamento dell'essere umano, pianificati da insospettabili padri di famiglia tra una chat criptata e una cena domestica.

La psicologia di questi carnefici rigurgita un senso di onnipotenza e di possesso viscerale. E sia chiaro: c'è un abisso di genere incolmabile in tutto questo; le donne non arrivano a tanto.

Le donne non strutturano reti internazionali per ridurre i mariti a vegetali da dare in pasto alle perversioni di sconosciuti.

Questa violenza programmatica, fredda, di gruppo e sadica è il marchio di fabbrica di una cultura patriarcale che non è affatto morta, ma che si è semplicemente aggiornata con la tecnologia, usando la crittografia per proteggere la propria schifosa solidarietà maschile.

Mentre queste vittime vivevano un calvario invisibile, convinte di essere malate a causa degli effetti dei sedativi, i loro carnefici ridevano dietro uno schermo, protetti dall'anonimato.

Eppure, c'è ancora chi ha il coraggio di negare l'esistenza del patriarcato, chi minimizza parlando di "singoli mostri" per non ammettere che questa violenza nasce dalla convinzione profonda e strutturale che il corpo di una donna sia una proprietà privata del maschio di turno.

Chi nega tutto ciò è complice! Questo orrore urla che il femminismo non può permettersi un solo attimo di sosta, perché la parità formale è una barzelletta finché non si distrugge alla radice questa cultura del possesso e del silenzio.

Questo non è solo un caso di cronaca nera, è un abominio sistematico che deve provocare un'ira profonda e implacabile. La rabbia deve diventare l'antidoto per scardinare questo sistema una volta per tutte.


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