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Regione Veneto: senza consenso è stupro
di Viola Fiore
Ieri il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato all’unanimità una mozione affinché il Veneto chieda al Governo di blindare il principio del consenso libero, specifico e attuale.
A novembre, il Parlamento aveva l'occasione di riformare l'articolo 609 bis del codice penale introducendo il consenso libero e attuale, senza il quale il rapporto configura stupro.
Tuttavia la leghista Bongiorno ha presentato un emendamento che ha cancellato il consenso, reintroducendo invece il dissenso, la vecchia logica della "volontà negativa", che richiede che la donna dica chiaramente no oppure agisca per respingere l'uomo che le si sta approcciando.
Poi Vannacci si è spinto oltre, arrivando a negare che il femminicidio esista come categoria.
Nel Consiglio veneto il Consigliere Gianpaolo Trevisi, già operatore e docente della polizia di Stato, ha spiegato perché le vittime di un approccio indesiderato possono essere paralizzate, non reagendo così in modo palese e respingente al contatto.
La mozione veneta è stata presentata da tutte le donne del centrosinistra, a prima firma Elena Ostanel ed ha incontrato il supporto anche della consigliere di destra.
Secondo l'Istat, una donna italiana su tre ha subito violenza fisica o psicologica.
"Avevamo l'occasione di allinearci a paesi come la Spagna, di recepire davvero la Convenzione di Istanbul - ha commentato il Consigliere Carlo Cunegato "L'abbiamo chiesto, con forza, nelle piazze. Con uno slogan molto chiaro, che spiega già tutto: "Solo sì è sì"."
Scondo Cunegato e Trevisi, è molto importante che in favore della mozione si siano espressi vari consiglieri uomini e non solo le donne.
Senza consenso è violenza e stupro!
 
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