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08 luglio 2026
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Irlanda bandisce importazioni dalle colonie israeliane in Palestina
di Pierpaolo Minardi

Il Parlamento irlandese ha approvato una legge che vieta le importazioni provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, segnando una delle misure commerciali più incisive adottate da un Paese europeo contro le attività di insediamento legate all'occupazione.

Il disegno di legge sugli insediamenti israeliani (divieto di importazione di merci) si rivolge ai prodotti provenienti da progetti residenziali, agricoli e commerciali realizzati nei territori palestinesi occupati al di fuori dei confini internazionalmente riconosciuti di "Israele".

Questa iniziativa giunge mentre l'Irlanda continua a sollecitare un'azione europea più decisa contro le politiche di "Israele" in Palestina, in un momento in cui i governi dell'Unione Europea rimangono divisi sulle possibili misure economiche.

A giugno, anche la Norvegia ha approvato una mozione per vietare ai propri cittadini e alle proprie aziende di commerciare merci prodotte negli insediamenti israeliani, con il Ministro degli Esteri Espen Barth Eide che ha dichiarato: "I cittadini e le aziende norvegesi non devono trarre profitto o sostenere attività che contribuiscono a perpetuare l'illegale attività di insediamento di Israele in Palestina".

Il governo irlandese ha affermato che la legge è stata redatta in conformità con il parere consultivo del 2024 emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG), che ha stabilito che l'occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme Est occupata e della Striscia di Gaza viola il diritto internazionale.

L'Irlanda ha sostenuto che la restrizione delle importazioni legate agli insediamenti ha lo scopo di impedire che l'attività economica nei territori palestinesi occupati avvantaggi i mercati europei.

Sebbene l'Irlanda sia il primo Stato membro dell'UE a introdurre un tale divieto, la Spagna aveva già adottato restrizioni che incidono sul commercio legato agli insediamenti nell'ottobre scorso. Dublino ha inoltre ripetutamente chiesto una revisione dell'accordo di associazione UE-Israele, un quadro di cooperazione commerciale firmato nel 1995.

La normativa fa seguito a una serie di iniziative diplomatiche intraprese dall'Irlanda che hanno suscitato la condanna di Israele. L'Irlanda ha riconosciuto lo Stato di Palestina nel 2024, insieme ad altri Paesi europei, dopo aver intensificato le critiche alla brutale guerra di Israele contro Gaza. In seguito al riconoscimento, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha ordinato la chiusura dell'ambasciata israeliana a Dublino, accusando l'Irlanda di perseguire "politiche anti-israeliane estreme".

Il mese scorso, l'Irlanda ha anche vietato l'ingresso nel Paese al ministro della Polizia israeliano Itamar Ben Gvir e al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, citando i loro comportamenti offensivi nei confronti degli attivisti pro-palestinesi.

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