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07 luglio 2026
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Mafia a Catania
di Santina Sconza *

7 luglio a Catania Commissione antimafia regionale e inaugurazione del murales ai picciriddi.

Catania la città dove si spara in mezzo alla folla, Catania la città crocevia di armi e droga, Catania dove il mare di notte è traffico di droga, pescherecci che raccolgono enormi quantità di cocaina in mezzo al mare.

42 piazze di spaccio attive, la polizia, negli ultimi sei mesi, ha sequestrato 160 chili di cocaina: un quantitativo doppio rispetto allo scorso anno.

Catania la città del divertimento, della musica nelle discoteche, nei lidi, nei ristoranti, nei pub, dalla periferia al centro dove tutto è lecito, pochi controlli, alcool e droga venduti anche a minorenni.

Catania dove la morte di Nitto Santapaola ha portato i vari clan forse ad una guerra interna per il potere.

Catania dove la Commissione antimafia regionale si è riunita in prefettura con i vertici delle forze dell'ordine cittadine, il prefetto Pietro Signoriello, il procuratore capo della Dda di Catania Francesco Curcio e il capo centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Catania Felice Puzzo.

Cracolici, il Presidente della Commissione antimafia regionale, parla con la stampa: "Abbiamo appurato che solo nel capoluogo etneo ci sono 42 piazze di spaccio e che Catania è la provincia in cui è stato sequestrato il più alto numero di chili di cocaina. La polizia ci ha riferito che nei primi sei mesi di quest'anno sono stati sequestrati circa 160 chili di questa sostanza. Anche la guardia di finanza e i carabinieri ci hanno confermato questi dati in aumento. Catania rappresenta un centro di smistamento non solo per la città stessa, ma anche per altre province siciliane e praticamente per tutta la Sicilia orientale".

Sono anni e anni che a Catania c'è il traffico di cocaina, è diventato il lavoro di una città intera, la disoccupazione non esiste, intere famiglie sono dedite allo spaccio, le nonne e le madri pesano e confezionano la dose, i bambini spacciano e gli uomini controllano che il meccanismo funzioni alla perfezione.

Una città che vive di notte, con schiamazzi notturni, motorini che sfrecciano fino alle 5 di mattina, con gli abitanti costretti a chiudere porte e finestre e che se si rivolgono alle forze dell'ordine difficilmente questi intervengono.

Si perché c'è chi mantiene l'ordine sono i bodyguard davanti ai lidi, ai club, le guardie nei centri commerciali, tutto funziona alla perfezione.

Si nega alla Commissione antimafia regionale che ci sia una lotta fra i clan per il potere, ma Cracolici non è convinto che ci sia questa pax mafiosa: "So che la criminalità esiste, che è armata e che utilizza armi molto pericolose, anche armi da guerra e che queste si stanno diffondendo sempre più. Dobbiamo fare di tutto per individuarle, sequestrarle e combattere il traffico di armi. La lotta alle armi, come quella alla droga, deve diventare una priorità nel nostro Paese."

In realtà la morte dei fratelli Santapaola può avere aperto una faida interna per il comando, ogni clan vuole il potere, la droga è business, le armi sono in possesso di ciascuno di loro, si sono arricchiti senza versare negli anni una goccia di sangue, Nitto in vita era il dio supremo a cui tutti per paura dovevano sottostare.

Nitto è l'uccisore dei 4 bambini per aver fatto lo scippo alla madre, se il murales nel quartiere angeli custodi si è potuto fare e perché qualcosa scricchiola, il potere così come l'aveva conquistata la famiglia Santapaola ha bisogno di sangue.

Così come si negava negli anni settanta quando i clan si massacravano che la mafia esisteva a Catania, così oggi ci si illude che la pax mafiosa esiste a Catania e a Palermo.

La pax mafiosa conviene a tutti: ai clan, allo stato, alle istituzioni, alle forze dell'ordine, il quieto vivere serve mentre le città muoiono, la legalità muore.

In questi anni è avanzata una nuova borghesia mafiosa che dai tradizionali finanziamenti droga, pizzo, prostituzione ha investito in economia legale ristoranti, bar, negozi, centri commerciali, sanità.

Non è più la mafia che si affida alla politica ma è essa stessa a farsi politica, con giacca e cravatta è entrata nelle sedi istituzionali, ha preso il potere e usando le risorse economiche statali finanzia gli amici.

Un quieto vivere avvolge tutti, non più inchieste, non più arresti eccellenti, solo qualche deputato in commistione mafiosa, tutto va bene, tutti insieme appassionatamente nei club della borghesia, perché il potere del denaro è influenza sociale, politica ed esistenziale.

* Coordinatrice Commissione Mafia e Antimafia dell'Osservatorio


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