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Francesca Albanese: BBC amplifica accuse di Israele ad Abu Safiya
di Marilina Mazzaferro
Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, ha duramente criticato la BBC dopo che l'emittente ha trasmesso senza contestazioni le accuse del regime israeliano contro il pediatra palestinese detenuto, il dottor Hussam Abu Safiya.
Reagendo a un servizio andato in onda lunedì su BBC News, in cui si riportavano le accuse israeliane secondo cui Abu Safiya sarebbe stato detenuto per "sospetto coinvolgimento in attività di Hamas", Albanese ha definito la copertura "scandalosa", sottolineando i 18 mesi di detenzione arbitraria senza accusa, prove o processo e le torture documentate dal suo avvocato, con lesioni visibili sul corpo del medico.
Ha accusato l'emittente di aver amplificato accuse israeliane infondate contro un medico detenuto, anziché informare sulle sue condizioni, definendo tale comportamento tipico del giornalismo della BBC "in tempo di genocidio".
Karishma Patel, che si è dimessa dalla BBC lo scorso ottobre a causa della copertura mediatica della situazione a Gaza, ha fatto eco alle critiche, affermando che l'emittente deve smettere di ripetere le affermazioni israeliane senza segnalare l'assenza di prove a sostegno, vista la precarietà della vita di Abu Safiya.
Nicola Perugini dell'Università di Edimburgo si è spinta oltre, sostenendo che il servizio presentava la versione dei fatti fornita dall'esercito israeliano, secondo cui la distruzione degli ospedali e gli abusi sui medici sarebbero giustificati perché le strutture mediche avrebbero protetto i combattenti, senza alcuna obiezione da parte della giornalista che leggeva il servizio.
L'episodio si inserisce in un più ampio quadro di critiche rivolte alla BBC per la sua copertura del genocidio a Gaza. Uno studio del Centre for Media Monitoring, che ha analizzato oltre 35.000 contenuti della BBC, ha rilevato che le morti israeliane hanno ricevuto una copertura mediatica 33 volte superiore rispetto a quelle palestinesi, con il termine "massacro" utilizzato 18 volte più spesso per le vittime israeliane e "omicidio" 220 volte per gli israeliani, contro una sola occorrenza per i palestinesi.
L'anno scorso, oltre 100 dipendenti della BBC hanno firmato una lettera accusando l'emittente di fungere da "portavoce" del governo, lamentando un controllo insufficiente sulle dichiarazioni israeliane e contenuti che, a loro dire, assomigliavano a operazioni di pubbliche relazioni militari.
L'emittente ha inoltre accantonato il documentario "Gaza: Doctors Under Attack" dopo averlo inizialmente approvato, una decisione che i critici hanno definito emblematica dell'autocensura editoriale sotto pressione politica, parte di quella che i commentatori hanno definito la crescente crisi di credibilità della BBC a causa della sua copertura di Gaza.
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