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Russia-Ucraina: ultimi sviluppi
di Giacomo Gabellini
Nei giorni scorsi, Kiev ha subito uno dei più imponenti attacchi missilistici russi di tutto il conflitto, sferrato dopo che il presidente Putin aveva respinto la proposta avanzata dal suo omologo ucraino Zelensky di limitare l’Operazione Militare Speciale alle sole regioni di nuova incorporazione, dichiarando che l’obiettivo della Russia non è preservare l’attuale regime di Kiev, ma distruggerlo.
Le dichiarazioni di Putin attestano un netto irrigidimento della posizione russa, riscontrabile in uscite di analogo tenore formulate dai politologi Karaganov e Trenin, dall’ex colonnello dell’Svr Berzrukov, dal consigliere del Cremlino Ushakov e dal ministro degli Esteri Lavrov.
Parallelamente, i procuratori tedeschi hanno formalmente incriminato il cittadino ucraino Serhii Kuznietsov per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream-1 e Nord Stream-2 perpetrato nel settembre 2022. Kuznietsov, all’epoca ufficiale dell’esercito ucraino, è accusato di aver coordinato un team di sabotatori.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe noleggiato lo yacht Andromeda (con documenti falsi) da Rostock, trasportato esplosivi militari nel Mar Baltico e posizionati gli ordigni accanto ai gasdotti nei pressi all’isola danese di Bornholm.
I procuratori sono convinti che l’ordine sia partito dalle massime autorità di Kiev, con l’obiettivo di interrompere in via permanente le forniture di gas russo così da privare Mosca dei proventi necessari a finanziare la guerra contro l’Ucraina.
Sullo sfondo, in occasione del vertice della Nato di Ankara, l’ambasciatore statunitense presso l’Alleanza Atlantica Matthew Whitaker ha tessuto le lodi di Germania, Polonia, Paesi scandinavi e baltici sia per aver già destinato – o essersi avvicinati a destinare – il 5% del Pil alla spesa militare, sia per aver incrementato notevolmente gli ordinativi di sistemi d’arma statunitensi.
Altri alleati, ha aggiunto Whitaker, raggiungono a malapena la sufficienza per presentato “piani credibili” di riarmo a breve termine, mentre gran parte dei membri dell’Alleanza Atlantica non si sono rivelati all’altezza delle aspettative statunitensi.
Lo stesso presidente Trump ha ribadito il concetto attraverso un eloquente post sul suo profilo Truth.
 
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