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Al Senato nominata la Flotilla: imbarazzi e scintille
di
Paolo Mossetti
Scintille al Senato, dove l'élite moderata celebra Oriana Fallaci a 20 anni dalla morte.
In un convegno quasi agiografico, dopo il ricordo commosso di Vittorio Feltri, al giornalista Enrico Mentana chiedono cosa avrebbe pensato oggi la coniatrice del nomignolo «Mortadella» riferito a Prodi dello scandalo Flotilla, con i manifestanti malmenati da Israele e dileggiati da Ben-Gvir.
Sapendo di trovarsi su un terreno minato - tra i convenuti ci sono Fiamma Nirenstein, corrispondente per Radio Radicale, Giuseppe Benedetto (Fondazione Einaudi) e Andrea Cangini («Accidenti, il genocidio è già finito» uno dei suoi titoli più ispirati) il direttorissimo tra mille cautele si limita a citare la condanna del capo dello Stato (ma «non divinizziamo nessuno» premette, con la mani avanti) e a sottolineare che parlare della Global Sumud Flotilla «come di qualsiasi manifestazione a difesa dei palestinesi di Gaza o di istanze che ci possono sembrare vicine o lontane, vuol dire parlare di un diritto che è delle democrazie».
Poi si rivolge a Nirenstein, che nel frattempo si guarda già attorno sbigottita: «Adesso il parafulmine è diventato Ben-Gvir, ma Ben-Gvir che cosa ha fatto ieri? Ha filmato, con un video, quello che stava comunque succedendo, non sono le sue risate che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che è nei protocolli di azione delle forze israeliane».
Parole che vedono sussultare la collega e il pubblico. L'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, ex Radicale, ora in Fratelli d'Italia, sbotta: «Ora basta, me ne vado». E infatti se ne va.
Pochi video sono capaci di documentare altrettanto bene l'irrigidimento ideologico, la deriva autoritaria e il distacco dalla realtà di una parte importante del liberalismo all'Italiana.
Menomale che non ha il porto d'armi all'americana.
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