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Flotilla: attivista britannico critica il suo governo come complice
trad. di Antonella Salamone
Testimonianza di Hasnain Jafer:
"Guardate, gli israeliani e le forze di occupazione non hanno assolutamente alcuna... alcuna coscienza. Non hanno assolutamente alcuno standard per nulla. Pensano di poterla fare franca con il peggio del peggio, e il mondo intero rimane in silenzio. Ogni governo è complice.
Sono stato là e ho visto all'interno delle nostre prigioni oggetti provenienti dal Regno Unito. Ho visto manette prodotte in Inghilterra. Ho visto gli autobus che usano per il trasporto provenienti dal Regno Unito.
Il tradimento che ho avvertito da parte del mio stesso governo va oltre ogni singolo livello. Pensano di poterla fare franca con tutto. Con tutto.
Dio sta guardando, e Dio sa che quando arriverà la giustizia, nemmeno questi sionisti saranno mai, mai in grado di nascondersi.
Sarò onesto: dimenticate quello che è successo a noi. Il fatto che noi siamo potuti uscire dalla Palestina oggi, mentre i nostri prigionieri palestinesi continuano a soffrire ogni singolo giorno da 78 anni, va oltre... oltre ogni tipo di speculazione.
Ed è giunto il momento per ogni singola persona di alzarsi in piedi contro questa oppressione incredibilmente assurda e disgustosa. Non iniziamo a parlare di lui, perché lui è il facilitatore stesso di tutto ciò che sta accadendo in questo momento.
E quel maiale... merita di capire una cosa in modo molto chiaro: che quando il popolo insorge, il popolo si unisce, lui cadrà insieme all'intero sistema sionista."
Hasnain Jafer, attivista britannico e vicepresidente per l'istruzione (salute) presso la King's College London Students' Union (KCLSU), era tra i partecipanti alla missione della Global Sumud Flotilla, detenuto dalle forze navali israeliane.
Suo padre, Jafer Taasleem, ha criticato pubblicamente il governo britannico e la sua deputata Shabana Mahmood, per la mancanza di sostegno e di una risposta concreti durante la detenzione.
Questo incidente ha scatenato proteste nel Regno Unito (anche davanti a Downing Street), azioni di solidarietà studentesca al King's College di Londra e un dibattito più ampio sulle risposte del governo ai cittadini che partecipano a tali missioni.
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