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Il nuovo volto "cristiano" di Gerusalemme
di
Emma Buonvino
Israele. Chi se ne va e chi arriva: il nuovo volto "cristiano" di Gerusalemme
La distruzione a martellate di una statua di Gesù nel sud del Libano, per parte di un soldato dell'IDF e l'aggressione a una suora francese nei pressi del Cenacolo di Gerusalemme ha riacceso i riflettori su una realtà che la comunità cattolica di Israele conosce fin troppo bene.
Padre Ibrahim Faltas (Custodia di Terra Santa), ha definito l'episodio "una violenza difficile da immaginare nei confronti di una persona pacifica", stigmatizzando i gesti particolarmente "brutali e ripetuti" documentati dal video dell'aggressione.
Ma il dato che più colpisce, riferito dal frate francescano ai microfoni di RAI News 24, nella lunga intervista di ieri mattina, riguarda il crollo demografico della comunità cristiana a Gerusalemme: da 14.000 famiglie, i cristiani si sono ridotti a soli 7.000 individui.
Un dimezzamento che non è solo numerico, ma esistenziale. Il luogo in cui il cristianesimo è nato rischia concretamente di restare senza fedeli.
"L'aggressione purtroppo non resta un episodio isolato", ha sottolineato Faltas. E tra gli episodi che descrive c'è uno in particolare, apparentemente minore eppure carico di significato: gli sputi che i religiosi (suore, frati, sacerdoti) ricevono camminando per le strade di Gerusalemme.
Non è un gesto casuale. Nella tradizione ebraica, sputare di fronte a qualcuno (o addosso) è una delle forme più antiche di ripudio rituale, un atto che nega all'altro qualsiasi dignità e lo esclude dalla comunità degli esseri degni di rispetto, si nega la sua stessa legittimità di presenza in quella città. È, in sostanza, un messaggio: qui non sei il benvenuto, qui non appartieni.
I dati confermano che non si tratta di episodi sporadici. Secondo il "Rossing Center for Education and Dialogue", nel solo 2024 sono stati documentati 113 attacchi contro persone e proprietà ecclesiastiche in Israele e Gerusalemme Est, di cui 61 aggressioni fisiche rivolte prevalentemente a membri visibili del clero. Nel 2025, ci sono stati 155 nuovi episodi, 61 attacchi fisici e 52 attacchi e profanazione di proprietà ecclesiastiche.
A rendere ancora più drammatico il quadro, le testimonianze che arrivano dalle scuole cattoliche. Padre Faltas ha raccontato di bambini che durante le lezioni chiedono di poter chiamare a casa per sapere se i genitori sono ancora vivi. E di bambini che non mangiano, perché vedono i loro compagni morire. Sono ferite che nessuna statistica riesce a contenere.
Padre Faltas ha auspicato che l'arresto dell'aggressore "possa essere un deterrente per fermare questo genere di violenze e di molestie", ma ha chiarito che servono risposte strutturali, non episodiche.
Sui microfoni di RAI News ha manifestato il suo sostegno alla Global Sumud Italia e riaffermato ciò che viene ampiamente documentato: la comunità internazionale che lavora a favore della pace non riesce a fare entrare i loro aiuti determinando, nei fatti, la morte di migliaia di persone per inerzia. Il quadro descritto da Faltas trova riscontro nelle analisi dei ricercatori sul campo.
Hana Bendcowsky, direttrice del Jerusalem Center for Jewish-Christian Relations, ha rilevato che negli ultimi tre anni il clima politico in Israele ha reso le persone più disposte a molestare apertamente i cristiani, in un contesto in cui il nazionalismo ultraortodosso non è più ai margini del governo, ma ne è parte costitutiva. La stragrande maggioranza degli episodi non viene nemmeno denunciata, per sfiducia nelle autorità e timore di conseguenze burocratiche.
Nel vuoto che si crea mentre i cattolici lasciano la città, si insinua però un altro fenomeno, meno visibile ma politicamente rilevante: l'avanzata dei movimenti neopentecostali, alcuni dei quali hanno abbracciato apertamente il sionismo teologico.
È il caso della Igreja Universal do Reino de Deus (IURD), la potentissima organizzazione fondata dal pastore brasiliano Edir Macedo, che ha costruito un legame esplicito con lo Stato di Israele, arrivando a inaugurare una replica del Tempio di Salomone a San Paolo.
Per questi movimenti, il sostegno a Israele non è una posizione politica contingente, ma un imperativo escatologico: la ricostruzione dello Stato ebraico è parte del percorso verso la fine dei tempi.
È un cristianesimo radicalmente diverso da quello delle Chiese storiche (e uno che a Gerusalemme non subisce sputi, perché internamente e all'estero avvala l'estrema destra al potere).
A gennaio 2025, mentre era in corso il genocidio a Gaza, la potente IURD inaugurava un nuovo templo a Tel Aviv mentre, nel mondo intero, chiedeva ai suoi milioni di fedeli di pregare per lo Stato ebraico. È una posizione politica che, quando analizzata, ha ben poco di teologico.
Le condanne ufficiali israeliane arrivano ogni volta che un episodio ottiene visibilità internazionale. Ma l'analista Shaiel Ben-Ephraim avverte che questa dinamica ha un costo strategico crescente: gli attacchi ai cristiani cattolici stanno erodendo il sostegno della popolazione americana a Israele, soprattutto tra le generazioni più giovani, in modi che la leadership di Tel Aviv "non comincia nemmeno a immaginare".
Questa frattura merita un po' più di attenzione, anche da un punto di vista laico, perché rivela una rottura enorme all'interno del cristianesimo globale: da un lato le Chiese storiche (cattolica, ortodossa, anglicana) e che per questo vengono oggi cacciate, umiliate e ridotte al silenzio da Netanyahu; dall'altro un protestantesimo neopentecostale che ha scelto di stare dalla "parte del vincitore" e che, alleandosi all'estrema destra globale, sposa la barbarie.
Non è una disputa teologica astratta: si gioca sul terreno concreto di chi può camminare per le strade di Gerusalemme, senza essere sputato addosso e picchiato, e di chi, nei fatti, rischia di non esserci più.
I musulmani non c'entrano. Forse per questo non se ne parla.
Fonti
1. Chiesa di Milano: "Faltas: «Suora aggredita, un gesto brutale»" (04/05/2026)
2. RAI News 24: Intervista a Padre Faltas del 04/05/2026
3. Avvenire: "La suora aggredita a Gerusalemme, l'arresto e lo sdegno del mondo" (03/05/2026)
4. Rossing Center for Education and Dialogue: "Attacks on Christians Israel and East Jerusalem" (Report annuale 2025)
5. Universal Church USA: "Tower of Faith’s Inauguration in Tel Aviv" (28/01/2025)
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