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Flotilla riparte dalla Turchia ma Israele sequestra le navi
di
Marilina Mazzaferro
Le forze navali israeliane hanno sequestrato alcune imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dopo che il convoglio era salpato dalla Turchia diretto verso la Striscia di Gaza, nel tentativo di sfidare il blocco israeliano imposto sul territorio.
La Global Sumud Flotilla ha lanciato un allarme rosso sui suoi profili social, affermando che le forze israeliane stavano intercettando e abbordando le sue imbarcazioni dirette a Gaza "in pieno giorno", chiedendo un immediato intervento internazionale e garantendo il passaggio sicuro per la sua missione umanitaria legale e non violenta.
La flottiglia ha accusato l'occupazione israeliana di compiere atti illegali di pirateria per mantenere l'assedio di Gaza.
Il Canale 12 israeliano ha successivamente confermato che lo Shayetet 13, l'unità di commando navale israeliana, aveva iniziato a prendere il controllo della Sumud Flotilla pochi istanti dopo che quest'ultima aveva lanciato l'allarme di una possibile intercettazione. Video diffusi online mostravano le forze israeliane attaccare violentemente le imbarcazioni e arrestare diversi attivisti, secondo quanto riportato dai media palestinesi.
Secondo fonti israeliane, l'operazione di sequestro e presa di controllo di tutte le navi della flotta richiederà diverse ore e potrebbe protrarsi fino a domani.
Il Comitato Internazionale per rompere l'assedio di Gaza (ICBSG) ha dichiarato che il suo convoglio diretto verso la Striscia di Gaza è stato intercettato da navi militari, con attivisti arrestati e telecamere di bordo distrutte nel tentativo di "nascondere la verità".
In un comunicato stampa urgente pubblicato oggi, l'ICBSG ha affermato che le sue navi sono state attaccate mentre erano in rotta verso Gaza, accusando le forze israeliane di aver abbordato le imbarcazioni e di aver preso di mira le apparecchiature di sorveglianza.
Il comitato ha chiesto il "passaggio sicuro" per una missione umanitaria legale e pacifica volta a rompere l'"ingiusto blocco" su Gaza.
Ha esortato i governi di tutto il mondo a intervenire immediatamente per fermare gli "atti di pirateria" intesi a mantenere il blocco israeliano sull'enclave.
La dichiarazione ha inoltre chiesto di respingere la normalizzazione della violenza e dei crimini israeliani, avvertendo che tali azioni rappresentano una minaccia più ampia che va oltre l'immediata missione.
I partecipanti a bordo di diverse imbarcazioni della flottiglia hanno segnalato l'avvistamento di due navi non identificate che si avvicinavano al convoglio a ovest della flotta, tra cui una nave di grandi dimensioni e un motoscafo più piccolo.
La flottiglia ha successivamente segnalato la presenza di motoscafi che si avvicinavano rapidamente a una delle imbarcazioni, alimentando i timori di un imminente abbordaggio durante le ore diurne.
Il convoglio era inizialmente partito dalla Turchia con a bordo attivisti internazionali e partecipanti alla protesta di solidarietà, intenzionati a rompere il blocco israeliano imposto a Gaza.
La flottiglia è salpata dalle acque turche ed era diretta verso Gaza. Gli organizzatori affermano che le imbarcazioni partite dalla costa di Antalya stanno mantenendo la rotta, secondo i dati di tracciamento. Il convoglio si trovava a circa 310 miglia nautiche dalla costa di Gaza.
La flotta era partita giovedì dalla città turca di Marmaris, sul Mediterraneo, ed era composta da 54 navi con a bordo attivisti e partecipanti alla protesta di solidarietà provenienti da 70 paesi.
Il sequestro avviene a poche settimane di distanza dal precedente intercettamento da parte delle forze israeliane di imbarcazioni della stessa flottiglia in acque internazionali vicino a Creta, dove, secondo gli attivisti, i partecipanti sarebbero stati arrestati e le imbarcazioni sequestrate mentre erano in rotta verso Gaza.
L'attuale flottiglia comprende membri del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, tra cui Samira Aq Deniz Ordu, Iman al-Makhlofi, Saeed Abukeshek, Ko Tinnemwang e Natalia Maria, insieme a centinaia di attivisti internazionali.
Gli organizzatori affermano che l'iniziativa si inserisce negli sforzi globali in corso per contrastare il blocco imposto a Gaza dal 2007, che a loro dire si è aggravato significativamente dall'escalation della guerra israeliana nell'ottobre 2023.
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