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Modena: sciacallaggio politico
di
Guglielmo Mengora
A poche ore dalla tragedia di Modena c’era già chi correva a trasformare tutto nell’ennesimo post propagandistico su immigrazione e “seconde generazioni”.
Nessuna attesa per le indagini, nessuna cautela, nessun rispetto per le vittime. Solo la solita corsa allo slogan.
Peccato che dalle prime ricostruzioni emerga che l’aggressore fosse già seguito dai servizi di salute mentale dopo episodi di alterazione psichica. E peccato che, almeno finora, non esista alcuna conferma di una matrice terroristica o ideologica.
Ma ormai il meccanismo è automatico: succede qualcosa, si guarda il cognome, si agita la paura e si costruisce propaganda sulla pelle dei feriti ancora in ospedale.
La verità è che un gesto del genere avrebbe potuto compierlo chiunque. Italiano, straniero, figlio di immigrati o figlio di italiani.
Perché la violenza individuale, il disagio psichico e gli atti incontrollati non hanno passaporto.
Usare una tragedia ancora poco chiara per fare campagna politica è indegno.
E vedere politici che soffiano sul fuoco pochi minuti dopo i fatti non è “difendere la sicurezza”: è semplicemente sciacallaggio politico.
 
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