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16 maggio 2026
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Droga di Stato
di David Cappellini

In Italia almeno un milione di giovani ha provato una sostanza stupefacente e almeno 216.000 persone - dati SERD - sono dipendenti da oppiacei, escludendo ovviamente quelle del famoso "sommerso".

In grande crescita anche l'uso ricreativo della cocaina, come testimoniato dalle analisi delle acque reflue di tantissime città. Eppure a livello mediatico non se ne parla più granché, le droghe sono diventate un elemento scontato della nostra società che riguardano un vizio, se consumate da vip e benestanti, un dramma da residua emarginazione sociale, se a farne uso sono exracomunitari, poveri e sottoproletari.

Complessivamente in Italia è lo 0, 5 per mille a farne uso, che in numeri assoluti è tanto, ma che in percentuale è assai risibile. Ma proprio l'Italia ha una storia a sé per ciò che riguarda la diffusione della droga, che parte da lontano, da quando cioè un'irruzione della polizia in un barcone ancorato sul Tevere, in cui aveva sede il circolo privato New Sporting Club, portò all'arresto di 90 giovani e alla denuncia di almeno altri 2.000.

Era il 1970 e in seguito a questa retata molti quotidiani, su tutti Il Tempo, allora diretto da Renato Angiolillo, poi passato a dirigere Il Secolo d'Italia, organo ufficiale del MSI, lanciarono una campagna pesantissima contro l'uso delle droghe di tutti i tipi.

A quel tempo cannabis e LSD la facevano da padrone e non esistevano oppiacei in commercio. Di lì a poco, i prezzi sulla piazza di queste sostanze salirono vertiginosamente e mentre infuriava la crociata mediatica, alimentata anche dai quotidiani borghesi, scomparvero sostituite dalla morfina. Nel 1974, mentre la fase giudiziaria del New Sporting Club si era risolta con un'assoluzione generale degli imputati e gli "enormi quantitativi" di hashish ritrovati sul barcone" sbandierati dalla stampa, si erano ridotti a mezzo grammo buttato in un cestino, scomparve anche la morfina.

Intanto però, ingenti quantità di oppiacei provenienti dal sud est asiatico devastato dalle guerre americane (principalmente dalla Birmania, dove operavano clandestinamente occultati dalla CIA reparti militari di Taipei a sostegno dei narcotrafficanti) e dalla Bolivia (dove il Piano Condor aveva permesso ad una giunta militare appoggiata dagli squadroni della morte organizzati dal nazista Klaus Barbi e disciplinati da tanti neofascisti italiani) iniziavano a fare la loro comparsa negli aeroporti europei oggetto di sequestro.

In uno di questi fermi fu arrestato Ronald Sark, ambiguo personaggio dai mille nomi che alla fine si rivelò un agente della Cia. Tradotto nel carcere di Pisa si accreditò presso gli ambienti del terrorismo rosso, soprattutto con Curcio e per anni, fino alla scarcerazione avvenuta nel 1979, fece il doppio gioco rivelando agli inquirenti ciò che apprendeva dai terroristi. Stark era titolare di diversi laboratori dove venivano sintetizzate e raffinate le quantità di oppiacei che arrivavano da Asia e Sud America soprattutto in Italia e fu il principale referente della CIA per la diffusione dell'eroina.

Infatti dal 1975 le piazze italiane furono inondate da fiumi di eroina che iniziò a sostituire le altre droghe e a diffondersi tra i giovani. Emblematico il caso del Commissario di polizia Di Stefano, autore del primo grosso sequestro di eroina, a cui fu subito tolta l'indagine e poi trasferito ad altro incarico senza motivi plausibili. Roma fu la prima città in cui lo spaccio di eroina divenne massiccio e capillare, secondo le rivelazioni del collaboratore del SID, ex sindacalista Cisnal e membro di un misterooso Ufficio per la Difesa dello Stato (un SID parallelo?), Roberto Cavallaro.

Durante la riapertura del processo di Brescia sulla strage di Piazza della Loggia, celebrato nel 2010, Cavallaro affermò con sicurezza che esisteva una regia europea tenuta dall' Aginter Press, che organizzava riunioni a cui aveva partecipato (in Francia sui monti Vosgi), tra i membri vicini al gruppo neofascista internazionale Ordre et Tradition, in cui si preparava il piano CIA di diffusione dell'eroina.

Questa sedicente agenzia di stampa fondata nel 1966 con sede a Lisbona e protetta dal PIDE, la polizia segreta della dittatura di Salazar, guidata dall'ex OAS Yves Guillou in arte Guerin-Serac, il cui nome ritornerà puntualmente durante tutto il periodo della strategia della tensione, era in realtà un'associazione finanziata dalla CIA in funzione contro rivoluzionaria ramificata in tutta Europa e in profondi rapporti con la galassia dell'estremismo neofascita.

Il piano Chaos, promosso dalla CIA, aveva assunto questa articolazione basata sulla diffusione tra le giovani generazioni dell'eroina, chiamata in codice operazione Blue Moon e la manovalanza per lo spaccio era affidata alla criminalità organizzata ed al terrorismo neofascista. Lo scopo era quello di fiaccare tramite la dipendenza dalle droghe i movimenti giovanili di protesta e i gruppi rivoluzionari.

Con la rivoluzione dei garofani" portoghese ed il ritorno alla democrazia, l'Aginter Press perse protezione ed asilo sicuro e la sua longa manu presente in tutte le stragi italiane fino al 1975 e in tutti gli eventi oscuri dai tentati golpe (Immacolata e Rosa dei Venti) all'operazione Blue Moon appunto, fu piano piano svelata nelle istruttorie dei relativi processi e nelle riapertura di essi.

Ricordo di aver vissuto indirettamente nella mia preadolescenza i drammi di quell'epoca convulsa, le paure che si agitavano come spettri in ogni aspetto della vita familiare, che avevano un nome e cognome: eroina. E ricordo anche i nomi ed i volti visti nelle foto, non conoscendoli direttamente, perché più vecchi di me, di chi cadde in questa guerra impari e subdola. Giovani poco più grandi di mio figlio adesso, vittime delle loro debolezze, ma soprattutto della prepotenza e della violenza altrui.

E a praticarla, questa violenza, erano le istituzioni.


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