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15 maggio 2026
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Meloni al Senato non fa una bella figura
di Santina Sconza

Bignami colui che appena Giorgia Meloni apre bocca la incensa di lode ha scritto su un suo post: "Chiedono che Meloni venga in Aula e poi ne escono asfaltati."

E no onorevole, chi ne esce asfaltata è proprio la Presidente, quando ha cercato di spiegare perché, sotto il suo governo, la pressione fiscale continua a salire.

E lo ha spiegato così: "La pressione fiscale aumenta perché più gente lavora. Questo governo non ha aumentato le tasse, le ha diminuite. Le entrate dello Stato non aumentano solo se aumentano le aliquote, ma ad esempio anche quando c'è più gente che paga le tasse perché ha trovato un posto di lavoro. Se il numero di persone che lavora stabilmente aumenta di 1,2 milioni, le entrate dello Stato aumentano".

Questa si che è farina del suo sacco, se non ha un discorso scritto, splende in tutta la sua ignoranza, ora due sono le cose se vuol fare la Presidente del governo o studia o sta zitta e di economia fa parlare chi s'intende magari il ministro Giorgetti.

E poiché di economia io non ne capisco una mazza le faccio spiegare da Abolizione del suffragio universale perché ha detto corbellerie: "Il gettito fiscale è un valore assoluto. Sono i soldi che lo Stato incassa complessivamente attraverso tasse, contributi, imposte.

La pressione fiscale, invece, è un rapporto e misura quanta parte di ogni euro prodotto in Italia finisce nelle casse dello Stato: al numeratore ci sono le tasse incassate dallo Stato. Al denominatore c'è il PIL, cioè la ricchezza prodotta dal Paese.

Se aumenta davvero l'occupazione, come sostiene lei, succede che il numeratore cresce (più stipendi tassati) e il denominatore cresce con esso (più ricchezza prodotta). Quando crescono insieme, il rapporto resta stabile o addirittura scende.

Se invece aumenta, vuol dire una cosa sola: le tasse stanno crescendo più velocemente della ricchezza. Esattamente il contrario di quello che ha raccontato in Aula.

Presidente, glielo spieghiamo con un condominio.

Immagini un palazzo con dieci famiglie. Ogni famiglia produce, in un anno, mille euro di ricchezza. Il condominio nel suo complesso ne produce diecimila. L'amministratore, lo Stato, si prende il 43% della ricchezza prodotta da tutto il palazzo: 4300 euro l'anno. Quella è la pressione fiscale.

Adesso facciamo entrare altre cinque famiglie. Più inquilini, più lavoratori, più ricchezza prodotta. Il palazzo ora produce 15.000 euro l'anno. Esattamente lo scenario che lei descrive in Senato.

Se davvero le tasse fossero diminuite, come sostiene, l'amministratore dovrebbe prendersi una fetta più piccola di quei 15.000 euro. La pressione scenderebbe al 40%, al 38%, al 35%.

Invece l'amministratore continua a prendersi il 43%, anzi qualcosa in più: il 44%. Tradotto: lo Stato si sta prendendo una fetta più grande di una torta più grande."

Presidente, se non vuole essere messa dietro la lavagna, se non vuole essere derisa, invece di fare sempre vittimismo, studi o si accontenti di fare la deputata, visto che non conosce altro mestiere che far politica e prndere in giro il popolo.


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