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14 maggio 2026
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Istruzione: il ministero non ottempera
di Elisa Fontana *

Egregio ministro Valditara,

esimio frequentatore di improbabili lapsus freudiani, oggi vorrei raccontarle una storia di cui lei forse non è a conoscenza, perché impegnato nella Restaurazione scolastica, ma che a me sembra gravissima.

Ma non mi prenda troppo sul serio, però, perché sono consapevole di essere un residuato bellico di quella scuola dove nel biennio leggevamo i Promessi Sposi, tutti!, e nel triennio studiavamo gentaglia come Marx, Spinoza, Leibnitz, persino - orrore! - Kant.

Dunque mi rendo conto di non essere particolarmente attendibile, quasi una veterocomunista, come è solito definire affettuosamente i professori che scioperano. Ma veniamo a noi.

C’è uno strano fenomeno che sta interessando il Tar del Piemonte e che rischia di estendersi in tutta Italia: il Tribunale amministrativo è letteralmente seppellito da giudizi di ottemperanza. In pratica è un procedimento che permette al vincitore di una causa di ottenere che la Pubblica amministrazione ottemperi a quanto stabilito nella sentenza.

Quando si chiede il giudizio di ottemperanza? Quando la Pubblica amministrazione è inerte e fa orecchi da mercante alla sentenza. Hai vinto la causa che mi hai fatto e sono stato condannato a risarcirti? Mettiti comodo, perché non ho nessuna intenzione di farlo in tempi brevi, ma quando lo deciderò con comodo, a mio insindacabile giudizio.

E così moltissimi professori a cui era stata negata illegittimamente la Carta docenti, hanno fatto ricorso al Tar, lo hanno vinto, ma ciononostante hanno dovuto fare un giudizio di ottemperanza, visto che il Ministero dell’Istruzione e soprattutto del Merito faceva finta di nulla. E nonostante abbiano vinto anche il giudizio di ottemperanza hanno dovuto aspettare anche altri mesi per avere quanto di diritto.

Ora, chiunque capisce bene che di tutto hanno bisogno i tribunali tranne che di essere subissati di ricorsi e controricorsi palesemente evitabili. Perché non è solo la Carta del docente il motivo del contendere, ma tutta una serie di comportamenti che fanno intravedere un vero e proprio sistema: ferie non godute e non pagate, reiterazione abusiva di contratti a termine senza la dovuta assunzione sono solo alcuni degli esempi in cui sembra proprio che il ministero sappia benissimo di avere torto, ma non se ne curi, reiterando comportamenti illegali che finiranno davanti ad un giudice e finiranno male.

Ma finiranno soprattutto con interessi, more, spese legali tutte a carico dello Stato, cioè di quei pochi sciocchini che ancora paghiamo le tasse. Provate ora a moltiplicare questo andazzo per tutta Italia.

Ora, non è che questo andazzo fosse sfuggito ai giudici amministrativi che già nel 2025 avevano lanciato l’allarme. Per il solo Piemonte i dati sono eloquentissimi: a fronte di 1390 cause ordinarie, ci sono 2200 ricorsi di ottemperanza, tutti relativi al ministero di Valditara. In pratica il TAR Piemonte lavora per il ministero e le sue inadempienze ma non è accaduto nulla, nemmeno all’apertura dell’anno giudiziario 2026, dove la problematica è stata nuovamente sottolineata.

E dunque? E dunque il TAR Piemonte ha inoltrato un esposto alla Corte dei Conti del Lazio con tutte le sentenze che hanno dato ragione agli insegnanti e sono state totalmente disattese, sottolineando che questa messe evitabilissima di giudizi di ottemperanza causano costi per i cittadini, ingolfamento dei tribunali e, in definitiva, un danno erariale che, se riscontrato dalla Corte dei Conti, dovrà essere quantificato.

La motivazione dell’esposto dei giudici del TAR? Chiarissima: “inerzia accertata da parte del Ministero … in un più ampio contenzioso che ha acquisito i caratteri della serialità, con plurime condanne a carico dell’Erario, condanne rimaste inottemperate, sulle quali maturano interessi legali, oltre eventuali penalità di mora e di spese di giudizio”.

Egregio ministro, ecco, basterebbe solo questo per togliere ogni credibilità alla sua azione di governo e di uomo delle istituzioni. Lasci stare la manomissione dei classici della letteratura e dei giganti del pensiero e veda di andare a pagare i debiti che il suo ministero semina senza ritegno come un debitore insolvente qualsiasi.

*Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell’Osservatorio


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