Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
12 maggio 2026
tutti gli speciali

Vibo: vigliacchi da cimitero
di Raffaele Florio

​C’è un limite oltre il quale la politica finisce e comincia la preistoria. E quel limite, solitamente, coincide con il perimetro di un cimitero.

L’ultima notizia che arriva dal Vibonese, terra dove lo Stato a volte pare un ospite timido e non il padrone di casa, ci informa che qualcuno ha pensato bene di recapitare un proiettile sulla tomba del padre di Vincenzo Massa, sindaco di Vazzano.

​Ora, chi mi legge sa bene che qui non si fanno sconti a nessuno. Al sindaco Massa abbiamo riservato, in tempi non sospetti, le critiche che la sua gestione politica meritava: lo abbiamo "impallinato" metaforicamente per le sue scelte, lo abbiamo incalzato sui fatti, abbiamo messo a nudo le sue contraddizioni con quella punta di cattiveria che si deve a chiunque gestisca la cosa pubblica.

È il gioco della democrazia: tu decidi, io controllo e, se serve, ti sbugiardo.

​Ma qui il gioco si è rotto. Perché quando la critica politica viene sostituita dalla balistica, e il confronto dialettico cede il passo al feticismo mafioso del bossolo appoggiato su una lapide, allora bisogna posare la penna del critico e impugnare quella della solidarietà senza "se" e senza "ma".

È profondamente vile, ontologicamente vigliacco, andare a disturbare il riposo dei morti per lanciare un avvertimento ai vivi. È la solita, vecchia, nauseante sceneggiatura del potere criminale di provincia: non potendo rispondere nel merito delle questioni, non avendo argomenti per ribattere alle scelte di un’amministrazione (giuste o sbagliate che siano), si ricorre al linguaggio dei segni.

Un proiettile, una tomba, il silenzio dei giusti. Un codice da cavernicoli che vorrebbe intimidire chi indossa la fascia tricolore, ricordandogli che la "famiglia" viene prima delle istituzioni.

​Vincenzo Massa può restare il peggior sindaco del mondo agli occhi dei suoi avversari o dei suoi critici più feroci – e noi continueremo a scriverne ogni volta che farà un passo falso – ma nel momento in cui diventa il bersaglio di un’intimidazione di stampo mafioso, diventa "il nostro sindaco".

Perché la differenza tra noi e questi figuri che frequentano i cimiteri con il piombo in tasca è tutta qui: noi le pallottole le usiamo di carta, e colpiscono solo chi ha la coscienza sporca. Loro usano quelle vere perché la coscienza non sanno nemmeno cosa sia.

​Solidarietà dunque a Massa, uomo e sindaco. Per tornare a criticarlo politicamente da domani, con la stessa ferocia di ieri, abbiamo bisogno che oggi lo Stato faccia lo Stato. E che nessuno pensi che un proiettile possa cancellare il diritto di critica o, peggio ancora, il dovere di amministrare.

Perché se la politica può essere un vizio, la minaccia mafiosa è un cancro. E i cancri non si criticano: si estirpano.


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale