Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
11 maggio 2026
tutti gli speciali

L'Alessandro furioso
di Elisa Fontana *

A quanto pare il ministro della cultura Alessandro Giuli, noto fin qui più per gli aspetti folkloristici che per l’apporto a quella tanto sospirata egemonia culturale della destra, ha perso la pazienza.

E così le cronache raccontano che al grido di “o mi fate fare il ministro o me ne vado”, ha azzerato la sua segreteria, licenziando in tronco Emanuele Merlino e Elena Proietti. Con delle motivazioni abbastanza aleatorie, visto che al primo addossa la responsabilità di non averlo avvertito del mancato finanziamento al film su Giulio Regeni e alla seconda di non essersi presentata in aeroporto per andare a New York in missione con il ministro.

Ora, pare che del mancato finanziamento il ministro sapesse già dal 2024 e il mancato viaggio a New York era dovuto ad un improvviso ricovero in ospedale per colica renale della malcapitata Proietti. Dunque, c’è necessariamente altro dietro questo sommovimento tellurico. C’è che Merlino, nome pesante dentro FDI, è in pratica l’uomo di fiducia di Fazzolari con l’incarico di sorvegliare prima Sangiuliano e adesso Giuli. Da qui l’insofferenza finale di Giuli che per troppo tempo si è sentito sotto tutela. Anche se va sottolineato come Giuli ci abbia messo quasi quattro anni per rendersi conto di una cosa di dominio pubblico dentro il governo.

Ma comunque, ben prima di questi licenziamenti in tronco i rapporti dentro il ministero non erano idilliaci, se già nei primissimi giorni dalla sua nomina Giuli aveva dovuto cambiare due capi di gabinetto, con motivazioni ufficiali assai nebulose.

E poi via via sono caduti il suo portavoce, due componenti di peso della commissione che decide i contributi ai film, la presidente di Cinecittà, il direttore generale del Dipartimento cinema. E non parliamo dell’affare Venezi, trascinatosi per mesi per poi finire in malo modo, con stracci che volano e, forse, ricorso alle vie legali, o lo scontro al vetriolo con Salvini per non parlare di quello con Buttafuoco di cui, pure, era amico personale. Insomma, hanno definito il ministero della cultura un Vietnam e, in effetti, mancava solo il napalm.

Ma quello che ci dà la misura della pochezza di classe dirigente e delle inconsistenti velleità di questo governo sono quei pochissimi intellettuali d’area, tenuti a debita distanza da una politica che conosce solo faide, complotti, fedeltà personali al di là di qualunque capacità. E così Franco Cardini, medievista e intellettuale d’area, ma libero di pensiero e, dunque, non degno di attenzione da parte di questo governo, fa un’analisi impietosa in una intervista a La Stampa. Parla di guerra fra bande, di inadeguatezza di Giuli al ruolo e al momento “si può dire che come ministro non ha detto o fatto nulla di edificante”.

Addirittura al di sotto di Sangiuliano che “era nettamente superiore sul piano sia intellettuale sia mediatico”. Insomma, parafrasando, sotto il piffero niente è la micidiale conclusione del prof. Cardini che chiosa alla fine che la crisi culturale della destra è strutturale.

In sostanza, Giuli e la destra credono che per esercitare la tanto agognata egemonia culturale basti mettersi gli stivaloni e l’impermeabile di pelle da SS, o andare per campagne zufolando e lanciando odi a Giove. Salvo poi ritrovarsi dentro una guerra per bande, fra spie e controlli incrociati, segretari infedeli o fedelissimi incapaci, complotti e scomuniche.

Almeno prima la destra poteva ispirarsi a intellettuali come Giovanni Gentile o Ettore Paratore, adesso è rimasto il figlio di quel Mario Merlino che Delle Chiaie fece infiltrare nel circolo anarchico di Valpreda e che fu indagato e poi assolto per la strage di Piazza Fontana, in una storia tutta interna che si avvita sempre su se stessa, di padre in figlio, di fedeltà in fedeltà, in una egemonia, questa sì, tutta personale e di lealtà cieca e incondizionata.

Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell’Osservatorio sulla Legalità e sui diritti


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale