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Niger sospende media francesi
di Anna Carla Amato
Le autorità del Niger hanno annunciato venerdì la sospensione di diversi media francesi, accusandoli di minacciare l'ordine pubblico e la stabilità nazionale.
In una dichiarazione trasmessa dalla televisione statale, le autorità del Niger hanno affermato che i canali interessati hanno ripetutamente trasmesso “contenuti che potrebbero mettere gravemente in pericolo l’ordine pubblico, l’unità nazionale, la coesione sociale e la stabilità delle istituzioni” del paese.
La sospensione, con effetto immediato, si applica ai pacchetti satellitari, alle reti via cavo, alle piattaforme digitali, ai siti web e alle applicazioni mobili. Tra le organizzazioni prese di mira figurano, tra gli altri, France 24, Radio France Internationale, Agence France-Presse, TV5Monde, TF1 Info, Jeune Afrique e Mediapart.
La mossa segna un ulteriore deterioramento delle relazioni tra il governo del Niger e la Francia dopo il colpo di stato del luglio 2023 che portò la giunta al potere.
Le autorità di transizione del Niger si sono impegnate a ridurre drasticamente e infine a recidere i legami di lunga data con la Francia, inquadrando la mossa come parte di uno sforzo più ampio per porre fine a quella che descrivono come persistente influenza neocoloniale francese nel paese.
Questa posizione riflette le crescenti tensioni regionali nell’Africa occidentale, dove diversi governi hanno sempre più messo in discussione la cooperazione militare, economica e politica con Parigi. La leadership nigerina ha sottolineato la rivendicazione della piena sovranità sulle risorse nazionali e sulla politica di sicurezza, cercando anche partenariati internazionali alternativi.
I sostenitori del cambiamento lo descrivono come una rottura decisiva rispetto alle strutture dell’era coloniale, mentre i critici avvertono che potrebbe aggravare l’instabilità e indebolire la cooperazione in materia di sicurezza esistente nel Sahel.
Poco dopo che il colpo di stato portò la giunta al potere, sia France 24 che Radio France Internationale furono sospese, mentre la BBC britannica fu bandita nel dicembre 2024.
L’annuncio arriva anche nel contesto di una più ampia repressione dei media francesi nella regione del Sahel. All’inizio di questa settimana, il Burkina Faso, alleato di Niger e Mali all’interno dell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), ha vietato le trasmissioni di TV5Monde. Allo stesso modo il Mali ha imposto restrizioni a diversi media francesi mentre è alle prese con crescenti attacchi jihadisti e ribelli.
 
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