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La rosa bianca di Sophie
di
Rinaldo Battaglia *
Il 22 febbraio 1943, dopo feroci torture venivano decapitati dai nazisti Sophie e Hans Scholl e il fidanzato di Sophie, Christoph Probst, giovani attivisti anti-nazisti della Rosa Bianca.
Chiedevano ai loro connazionali di insorgere contro i nazisti e contro la loro persecuzione degli ebrei.
"Gli ebrei sono esseri umani", scrivevano a tutti.
Mentre la maggior parte della nazione tedesca taceva, i membri della Rosa Bianca rischiavano la vita per opporsi al quel regime criminale. Lo stesso silenzio esisteva già in Italia e sarà rafforzato con la RSI razzista e antisemita di Salò.
Quel giorno non aveva ancora 22 anni. Era nata il 9 maggio 1921 a Forchtenberg e oggi sarebbe il suo compleanno. Ma quel che conta non fu quanto visse, ma il come e il perché.
Queste infatti le ultime parole di Sophie: "che importa la morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate?".
Ma ci siamo davvero risvegliati dai principi su cui si fondavano il nazismo tedesco e suo padre il fascismo italiano?
Ne siamo davvero convinti?
9 maggio 2026 – 105 anni dopo la sua nascita
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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