 |
Operazione Condor: terrorismo di stato con sostegno internazionale
di Emma Buonvino
Orlando Letelier è uno dei casi più emblematici del terrorismo di Stato latinoamericano durante l'Operazione Condor.
Letelier era stato ministro degli Esteri e della Difesa del governo socialista di Salvador Allende. Dopo il colpo di Stato del 1973 guidato da Augusto Pinochet, venne arrestato, torturato e detenuto in diversi campi di prigionia cileni, tra cui Isla Dawson.
Dopo l’esilio negli Stati Uniti, Letelier divenne una delle voci internazionali più importanti contro la dittatura cilena. Lavorava presso Institute for Policy Studies a Washington e faceva pressione affinché i governi occidentali interrompessero il sostegno economico a Pinochet.
Il 21 settembre 1976, un’autobomba esplose sotto la sua auto nel centro di Washington. Morirono Letelier e la sua collega Ronni Moffitt. Fu uno dei rarissimi attentati terroristici organizzati da una dittatura straniera direttamente nella capitale USA.
Le indagini dell’FBI dimostrarono che l’omicidio era stato organizzato dalla polizia segreta cilena, la DINA, guidata da Manuel Contreras, con la collaborazione di militanti anticastristi cubani.
Il caso Letelier è importante perché mostrò al mondo:
la cooperazione internazionale tra dittature;
l’uso sistematico di assassinii politici all’estero;
la trasformazione dell’anticomunismo in una rete transnazionale clandestina.
Ecco alcuni casi molto simili.
Carlos Prats
Ex comandante dell’esercito cileno fedele alla costituzione e contrario al golpe contro Allende. Si rifugiò in Argentina.
Nel 1974 lui e sua moglie Sofía Cuthbert furono uccisi da un’autobomba a Buenos Aires. Anche questo attentato fu organizzato dalla DINA.
Il messaggio era chiaro: nessun oppositore era al sicuro nemmeno in esilio.
Bernardo Leighton
Leader democristiano cileno rifugiato a Roma. Nel 1975 venne gravemente ferito insieme alla moglie Anita Fresno in un attentato armato organizzato da agenti legati alla DINA e a gruppi neofascisti europei.
Anche qui si vede la dimensione internazionale della repressione.
Zelmar Michelini e Héctor Gutiérrez Ruiz
Entrambi oppositori della dittatura uruguaiana. Furono sequestrati e uccisi a Buenos Aires nel quadro dell’Operazione Condor.
I loro corpi vennero ritrovati dentro un’auto abbandonata, con segni di tortura.
João Goulart
Ex presidente del Brasile deposto dai militari nel 1964. Morì ufficialmente di infarto in Argentina, ma per anni sono esistiti sospetti di avvelenamento nell’ambito dell’Operazione Condor.
Le indagini non hanno mai portato a una conclusione definitiva, ma molti documenti declassificati hanno mostrato che i servizi segreti sudamericani monitoravano costantemente gli esiliati politici.
Olof Palme (caso controverso)
Non collegato ufficialmente all’Operazione Condor, ma spesso citato nei dibattiti sul terrorismo politico internazionale. Palme criticava apertamente varie dittature e guerre occidentali.
Il suo assassinio a Stoccolma rimane uno dei più controversi del XX secolo.
Caratteristiche comuni di questi casi
Questi attentati avevano elementi ricorrenti:
sorveglianza degli esiliati;
collaborazione tra servizi segreti;
uso di autobombe o squadre della morte;
eliminazione fisica di oppositori politici;
impunità protetta dagli Stati;
collaborazione tra apparati militari e gruppi estremisti.
L’Operazione Condor univa soprattutto le dittature di
Cile,
Argentina,
Uruguay,
Paraguay,
Bolivia,
Brasile.
Con il sostegno logistico e informativo di apparati occidentali durante la Guerra Fredda.
Secondo molte commissioni storiche e giudiziarie, Condor causò:
decine di migliaia di morti,
torture sistematiche,
sparizioni forzate,
reti clandestine internazionali di assassinio politico.
 
Dossier
diritti
|
|