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01 maggio 2026
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La tragedia di Nicola
di Santina Sconza

La tragedia di Nicola, un giovane come tutti gli altri ma «diverso da loro», dai cinque assassini neofascisti per «colpa» di quel suo codino, un bravo disegnatore, laureato, appassionato di motori con la vita tutta da vivere: un lavoro appagante in un’azienda di Affi, la fidanzata 24enne, i genitori Maria e Luca di cui era «l’orgoglio per cui andare fieri».

Nella notte del 30 aprile e il 1maggio, nel cuore di Verona, l'aggressione fatale a Nicola Tommasoli da parte di un gruppo neofascisti perché si rifiutò di dare una sigaretta.

Sono passati 18 anni, era il 2008 Nicola aveva passato la sera al bar con gli amici, a due passi dal balcone di Giulietta, vengono fermati da 5 neofascisti "Ehi, codino, dame na sigareta", si sente dire Nicola da uno dei cinque ragazzi, meno che ventenni, in cui i tre amici si imbattono.

Al 'branco' il rifiuto non va, quel tipo proprio non piace: è rosso, senz'altro perché ha il codino.

Poi, insulti, spintoni, l’intervento disperato dei suoi amici per difenderlo, poi Nicola cade e batte la testa, la fuga dei cinque neofascisti, che - neanche a dirlo - non chiamano i soccorsi.

Si quei neofascisti che camminano con il coltello in tasca, sempre a caccia di rossi, troppo comunisti a Verona, questa volta non hanno bisogno di usare la lama perché Nicola cade e batte la testa.

La sua agonia per quattro interminabili giorni in terapia intensiva, le macchine che gli procurano il respiro, spente il 4 maggio, perché nulla è possibile per salvarlo.

In pochi giorni i cinque neofascisti furono identificati e arrestati. Il processo che seguì portò a condanne con pene fino a 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale ma senza l'aggravante dell'odio ideologico.

Ai genitori di Nicola non sono mai giunte le scuse da parte degli assassini.

"Solo uno dei cinque, a suo tempo, tramite il legale ci aveva fatto pervenire una lettera di scuse. E sempre solo lui si è sentito poi in dovere di contribuire economicamente al risarcimento. Dagli altri quattro mai una parola: spero almeno che abbiano riflettuto e capito, che siano cambiati», racconta mamma Maria.

Morire come Nicola, non dovrà accadere mai più - è l’accorato appello lanciato dalla signora Maria -. Le parole della targa affissa in sua memoria a Corticella Leoni, con quel “richiamo ai valori di rispetto della vita umana, di tolleranza e convivenza”, siano e restino sempre da monito affinché non si ripeta mai più un “caso Tommasoli”. Ecco, è tutto ciò che noi genitori ci auguriamo da quando ci hanno strappato nostro figlio, che non succeda mai più».

Ma Nicola non rivive solo in quella targa che lo ricorda a due passi dal balcone di Giulietta dove passano ogni giorno migliaia di turisti da tutto il mondo, «nostro figlio c’è anche nelle borse di studio indette a suo nome con l’associazione Prospettiva Famiglia per richiamarne i valori, quest’anno il tema scelto è la gentilezza».

La tragica morte di Nicola Tommasoli a Verona non è stato dimenticata.

La sezione ANPI Verona centro:
"Per quanti si nasconderanno nel buio,
Per quanti nasconderanno la cause della violenza,
Per quanti agiranno in branco e a viso coperto,
Altrettanti e tanti di più saremo noi.
Alla luce del sole.
Con coraggio.
Per chi non ha coraggio, per chi non ha voce. Per chi non c’è più.
Nicola, ti ricorderemo sempre".

L'odio e la violenza dei fascisti non sono mai finiti, ieri Giacomo Matteotti e tanti altri, oggi i neofascisti ripercorrono la strada della violenza e del crimine dei loro predecessori.

Il fascismo esiste non è mai finito, la sua ideologia politica criminale non è mai stata seppellita.


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