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Vannacci, La Russa e Salvo D'Acquisto
di Goffredo D'Antona
Quando sento Vannacci o La Russa blaterare con orgoglio che non celebrano il 25 aprile penso alla Divisione Aqui, medaglia d’oro al valor militare, massacrata dai Tedeschi a Cefalonia dopo l 8 settembre.
Pagarono con la vita la loro fedeltà alla Patria.
Sì, uso volutamente il termine Patria, quel termine usato per riempirsi la bocca dai due.
Penso a Salvo D’Acquisto massacrato dai tedeschi che si sacrificò per salvare degli innocenti.
Penso al brigadiere di ps Pietro Ermelindo Lungaro, che continuò a servire la Divisa unendosi alla resistenza, ucciso nelle fosse ardeatine.
E sono migliaia i casi come questi.
Fulgidi esempi di eroismo, sprezzo del pericolo che li ha portati alla morte.
Questi sì che erano Patrioti.
Non mi fa rabbia che un generale e il presidente del senato dicano certe cose.
Provo pena per loro.
Per la loro ignoranza. La Resistenza è stata un grandissimo momenti di riscatto italico, per riscattare quell’abominio del fascismo.
La resistenza non fu solo socialista o comunista, ci furono i liberali, i cattolici, i monarchici.
Provo pena per il loro voler stare dalla parte sbagliata della storia.
Quella delle leggi razziali, della violenza, della sopraffazione, quella della risiera di san Sabba, quella dei treni piombati che partivano per i campi di stermino.
Rifiutare il 25 aprile come altissimo momento della Storia è stare con chi ammazzava i soldati italiani, con chi massacrava Salvo D’Acquisto.
Che tristezza che mi fanno.
 
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