 |
Malala: l'importanza di poter studiare
di Roberta Altrui
Ho letto l'ultimo libro di Malala Yousafazi, la famosa attivista per l'istruzione femminile globale a cui i talebani, in Pakistan, fecero un attentato quando era una ragazzina.
Era sul pullman per andare a scuola e degli uomini le spararono in faccia perché aveva osato esporsi con il suo blog e in televisione per il diritto allo studio.
In questo memoir, Malala parla della sua degenza nel Regno Unito, delle sue contraddittorie difficoltà a Oxford, di relazioni, di salute mentale e delle sue battaglie per i diritti delle studentesse e contro l'apartheid di genere (più precisamente in Afghanistan), in maniera molto coraggiosa.
Leggendo e chiacchierando di questo libro, ho scoperto che molti uomini non sanno chi sia l'autrice, eppure il suo primo libro "Io sono Malala" è consigliato anche nelle nostre scuole.
Non posso fare una statistica, ma a sentimento mi sembra che esista in occidente una specie di separatismo culturale di genere perché, al contrario, tutte le donne sapevano chi fosse, anche solo a grandi linee.
Lei è infatti considerata una paladina dal mondo femminista mainstream, è quasi un brand, con tanto di film, di copertine sulle riviste, di libri a lei dedicati e ospitate televisive (in Italia, da Fazio!).
Inaspettatamente ho trovato un libro molto onesto e radicale nelle sue posizioni, con dichiarazioni importanti contro gli Stati Uniti che si sono serviti della battaglia dell'istruzione femminile e, di conseguenza, dell'immagine di Malala per supportare la loro presenza militare in giro per il mondo.
La parte del libro che ho apprezzato di più sono le sue speculazioni e i suo dubbi sull'istituzione del matrimonio, addirittura si espone in merito su Vogue, appena ne ha l'occasione, generando un caos mediatico in Pakistan.
Sono davvero contenta di aver letto il suo libro, mi ha ricordato della fortuna che ho avuto a studiare, a potermi vestire come voglio, a vivere da sola, a guidare, a fare sport, a poter dire la mia, a poter votare, ad andare in psicoanalisi.
Insomma siamo fortunate ad avere la libertà di vivere come ci pare, non facciamocela portare via da nessuno e ricordiamoci sempre che ci sono donne che hanno bisogno delle nostre voci.
Finding my way. (Ediz. italiana) - di Malala Yousafzai - Ed. Garzanti 2025
 
Dossier
diritti
|
|