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05 aprile 2026
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Questa non è come la crisi del '73
di Piero Graglia *

Vorrei dire ai tanti esperti che in questo momento ci deliziano con le loro analisi, che è assolutamente improprio paragonare la crisi energetica del 1973 con la crisi attuale.

Quella del 1973 fu crisi essenzialmente di prezzi, con l'aumento di tre volte del prezzo del greggio, ma non incise sulla rete logistica della distribuzione di tutte le merci poiché le vie commerciali marittime restarono aperte e intoccate.

La crisi attuale è invece molto più grave perché coinvolge sia il prezzo del greggio sia la chiusura di alcuni colli di bottiglia fondamentali come lo Stretto di Hormuz -bloccato dall'Iran - e lo Stretto di Bab al-Mandab, parzialmente a rischio per la minaccia degli Huthi sciiti.

La responsabilità di questa situazione è unicamente degli Stati Uniti e di Israele, che hanno avviato un conflitto senza pensare alle conseguenze con l'approccio del "muoia Sansone con tutti i filistei".

Dicono che stanno vincendo la guerra ma non stanno vincendo proprio nulla, anzi, hanno messo a rischio il commercio mondiale con ripercussioni che si faranno sentire per i prossimi dieci anni, sempre che se ne esca fuori.

Quindi non parlate di nuova austerity come di una pratica frichettona da ecologisti tardivi, bensì dell'estate più fredda del secolo che ci aspetta e di un conflitto permanente.

* Docente universitario di Storia delle relazioni internazionali

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