 |
Hormuz: navi francesi e giapponesi attraversano lo stretto
di Leandro Leggeri
Alcune navi francesi e giapponesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz per la prima volta dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, confermando sul piano operativo la nuova realtà imposta da Teheran sul traffico marittimo.
Tra queste, la portacontainer “Kribi”, legata al gruppo francese CMA CGM, ha transitato attraverso un corridoio approvato dalle autorità iraniane, dichiarando esplicitamente l’origine del proprietario durante il passaggio.
Altre petroliere, tra cui una nave GNL collegata al Giappone, hanno invece utilizzato una rotta meridionale lungo la costa dell’Oman, evitando le aree più esposte.
Il transito non è libero. Il sistema descritto da fonti marittime internazionali prevede verifica preventiva, comunicazione di carico e proprietà e autorizzazione finale da parte delle autorità iraniane. Un meccanismo che di fatto istituzionalizza il controllo dello stretto e introduce una selezione politica delle navi autorizzate.
Parallelamente, i Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno dichiarato di aver respinto diverse imbarcazioni che tentavano di attraversare senza autorizzazione, ribadendo che lo stretto resta chiuso al traffico non approvato.
Il dato più rilevante è strategico. Il traffico riprende, ma solo alle condizioni imposte da Teheran. Non si tratta quindi di una riapertura dello stretto, ma della sua trasformazione in uno spazio controllato.
Sul piano politico, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito la linea europea: la crisi non può essere risolta con operazioni militari, ma richiede un approccio diplomatico, prendendo implicitamente le distanze dalle posizioni di Donald Trump.
Il risultato è una fotografia chiara della situazione attuale. Lo stretto non è più un passaggio internazionale neutrale, ma uno strumento di leva strategica nelle mani dell’Iran.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|