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Foggia: campi e braccianti sommersi dal fango
di Sergio Scorza
Centinaia di lavoratrici e lavoratori agricoli — braccianti che ogni giorno si spezzano la schiena nei campi del Foggiano per portare il cibo sulle tavole degli italiani — sono in questo momento intrappolati nell'acqua e nel fango.
Le baracche dell'insediamento informale e i container della limitrofa foresteria regionale per i lavoratori agricoli sono sommersi.
L'unica strada di collegamento con il sito è completamente impraticabile, trasformata in un fiume di fango: Torretta Antonacci è di fatto isolata, irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso e aiuto.
Non si tratta di una calamità naturale imprevedibile. Si tratta di una catastrofe politica annunciata, voluta, perpetuata.
Ricordiamolo con chiarezza: per il superamento dei ghetti della Capitanata — Torretta Antonacci compresa — erano stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Cento milioni. Fondi pubblici destinati a restituire un minimo di dignità abitativa a chi vive in condizioni che l'Europa del 2026 non dovrebbe nemmeno poter concepire.
Quei soldi sono stati lasciati inutilizzati e torneranno indietro all'Unione Europeo. Nessun intervento strutturale è stato realizzato. Nessun progetto di superamento è mai partito concretamente. Le baracche sono ancora lì.
Le persone sono ancora lì, abbandonate dentro strutture che non proteggono da nulla — né dal sole d'estate, né dall'acqua d'inverno, né dalla violenza di un sistema che le vuole invisibili.
Questo non è abbandono.
Questo è un atto politico deliberato.
 
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