 |
Israele: sempre meno soldati
di Giacomo Gabellini
L’Israeli Defense Force (Idf) potrebbe presto collassare se non si trova una soluzione alla carenza di personale, ha avvertito il Capo di Stato Maggiore delle Idf, generale Eyal Zamir, nel corso di una recentissima riunione del gabinetto di sicurezza.
«Sto sollevando 10 segnali d’allarme prima che le Idf collassino su se stesse», ha affermato Zamir agli esponenti del governo Netanyahu.
La maggioranza di governo continua tuttavia a manifestare grande riluttanza ad emanare qualsiasi disegno di legge che comporti la coscrizione obbligatoria per gli haredim, per timore di perdere il cruciale appoggio dei partiti ultraortodossi.
Yair Lapid, esponente di spicco dell’opposizione, ha rivolto aspre critiche nei confronti di Netanyahu, accusandolo di aver «smantellato Israele dall’interno» attraverso misure intese a preservare i privilegi degli haredim per ragioni personali e di opportunità politica.
Se il governo non si decide ad allargare la platea degli arruolabili, ha sottolineato Lapid, la situazione peggiorerà di giorno in giorno con conseguenze devastanti.
Anche perché Israele, alle prese con una tremenda penuria di intercettori, continua ad essere bersagliato senza sosta dai missili lanciati non soltanto dall’Iran, ma anche da Hezbollah, i cui miliziani stanno infliggendo pesantissime perdite all’Idf.
Eppure, il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che «tutte le case nei villaggi libanesi vicino al confine saranno distrutte, secondo il modello di Rafah e Beit Hanoun a Gaza, con l’obiettivo di eliminare, una volta per tutte, le minacce in prossimità del confine».
Al termine dell’operazione, ha dichiarato Katz, «l’Idf istituirà una zona di sicurezza all’interno del Libano […] e garantirà la sicurezza sull’intera area che si estende fino al fiume Litani». Il ministro della Difesa ha aggiunto che «Israele impedirà il ritorno di oltre 600.000 residenti del Libano meridionale nelle aree a sud del fiume Litani fino a quando non sarà garantita la sicurezza dei residenti israeliani del nord».
Parallelamente, un attacco israelo-statunitense ha provocato il ferimento dell’ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi e la morte di sua moglie. Secondo il «Telegraph», la ragione dell’attacco contro Kharazi va ricercata nel coinvolgimento dell’ex ministro iraniano in colloqui con emissari del Pakistan che avrebbero potuto portare all’apertura di un canale di comunicazione diretto con il vicepresidente Jd Vance.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|