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Sbarchi diminuiti è una bugia
di Elisa Fontana
LE BUGIE SUGLI SBARCHI DIMINUITI
Qualche giorno fa, in uno dei sempre più rari pattugliamenti della Guardia Costiera nel Mediterraneo, è stato intercettato un barcone alla deriva ed è stato portato a Lampedusa con il suo carico straziante: 58 migranti vivi, 19 morti e 3 dispersi, cioè morti. Morti per ipotermia e fra coloro rimasti vivi tanti subito ricoverati per assideramento e intossicazione da fumi del carburante.
Il Mediterraneo in questi giorni è in tempesta, si pensi solo che il traghetto di linea che unisce Lampedusa alla Sicilia in questi giorni non sta facendo servizio per il maltempo. Pensate cosa vuol dire un barcone fatiscente e sovraccarico alla deriva dalla Libia, dopo pochissime ore in cui un altro barcone era naufragato nell’Egeo, di fronte alla Turchia, con 18 annegati e 21 salvati. E la settimana scorsa un’altra imbarcazione non ha avuto nemmeno il tempo di allontanarsi dalle acque tunisine prima di affondare, con 19 morti, 21 dispersi, cioè morti, e solo 16 sopravvissuti.
Questa atroce contabilità dei morti serve a sottolineare che quando l’Europa e soprattutto il nostro governo si gloriano che gli sbarchi sono diminuiti è solo perché hanno sulla coscienza più morti, perché partono lo stesso, ma muoiono prima di arrivare, in un immondo carosello di bugie.
Nei primi tre mesi del 2026, senza contare ancora questi ultimi, siamo già a quota 624 morti, quando in tutto il 2025 erano stati 1330, giusto per capire di che ordine di grandezze stiamo parlando. Senza contare dei naufragi di cui non sappiamo nulla, avendo trasformato il Mediterraneo in un deserto. E non contenti nella loro ferocia inumana, continuano a sequestrare le navi delle ONG dopo averle mandate a sbarcare a Carrara o Trieste.
E si briga in Europa per avere politiche migratorie ancora più ferree che permettano di espellere senza troppi fronzoli gli indesiderati anche in Paesi terzi, come spazzatura maleodorante. Politiche cui l’Europa si è acconciata ben volentieri e senza farsi pregare troppo, in una riforma inumana di quello che è sempre stato un caposaldo del diritto e dell’allora nascente Europa Unita: il diritto d’asilo, anche lui calpestato e asservito a questa pletora di grandissimi statisti che, non sapendosi misurare con i problemi che la storia e la cronaca presenta loro, fanno la voce grossa e gonfiano i muscoli con gli ultimi della terra.
E così possono mettersi al petto l’onorevole medaglia dei respingimenti, delle deportazioni, dei finanziamenti ai peggiori ceffi del Nord Africa o della Turchia e aggiungerla a quella della rotta balcanica, un vero e proprio inferno in terra dove torme di disperati cercano di raggiungere l’Europa, inseguiti e braccati dalle varie polizie o inghiottiti nelle paludi fra Bosnia e Croazia. Tutto ciò mentre anche il moderatissimo cancelliere Merz ha dichiarato che l’80% dei rifugiati siriani potrà tornare in Siria, perché in Germania non li vogliono più.
Sono tutti rappresentanti di partiti che si definiscono moderati o che hanno a cuore Dio e i suoi insegnamenti. Una classe politica così mediocre che sa solo nascondersi dietro la propria ipocrisia senza scusanti per occultare le proprie incapacità e farsi forza l’un l’altro con la propria barbarie belluina.
Tutti pronti domenica a battersi il petto per festeggiare la resurrezione di quel Dio di cui si riempiono la bocca, ma che non lo vedono nel disperato, nella madre con il suo bambino, nel torturato, nella violentata, negli ultimi senza potere, senza nome, senza diritto alla dignità. Ma che fanno statistica e permettono loro di dire che gli sbarchi sono diminuiti, su mucchi di cadaveri.
 
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