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Interesse pubblico e amori dei ministri
di Rita Guma *
Osservatorio sulla legalità e sui diritti non è interessato alle vicende sentimentali dei ministri per pruderie o per far moralismo a buon mercato.
A chi si occupa di legalità e tutela dei diritti interessano altri aspetti.
Il primo è che - sia a livello legislativo che educativo - la maggioranza di governo interviene sulle scelte morali dei cittadini su molte tematiche delicate, come l'educazione sessuale e sentimentale, le relazioni omoaffettive, l'aborto, il finevita. Quello che si invoca per il ministro, ovvero che la sua vita personale sia privata, non vale quindi per le persone che non hanno potere.
L'altro motivo è che le graziose signore coinvolte in queste liaison - oltre a poter palesemente ricattare (è una eventualità, non un'accusa) i rispettivi ministri in quanto detentrici di dettagli riservati sugli stessi, cosa che deve preoccupare - sono destinatarie di incarichi istituzionali pagati dai cittadini.
Peraltro proprio questa maggioranza ha ottenuto voti al grido di sono madre e cristiana e Dio, patria e famiglia... e promettendo la fine dell'amichettismo per poi trovarsi in casa simili situazioni.
Negli USA, da loro tanto citati, un Bill Clinton (e non solo lui, ci sono altri casi) si è visto stroncare la carriera per aver mentito alla nazione sulla sua storia con una stagista.
Perché il problema non è il vuoto moralismo ma la coerenza con quel che si dice ai cittadini elettori. E' l'ipocrisia di una doppia vita inaccettabile da parte di chi vorrebbe imporre agli altri determinati comportamenti per legge o lancia messaggi negativi nei confronti di chi non si uniforma al modello di famiglia tradizionale, nel contempo generando nel suo elettorato odio verso queste persone.
Per questo, sono ridicole e anche scorrette le affermazioni di coloro che, per difendere il ministro, attaccano l'opposizione che sarebbe ipocrita. Magari gli stessi che hanno passato ai raggi X la relazione di Ilaria Salis, in quel caso chiamando in causa il presunto impatto sulla nazione.
A parte il fatto che vi sono molte più coppie stabili fra i politici della sinistra che della destra e che nessuno a sinistra si è mai sposato con rito celtico, come hanno fatto alcuni esponenti della Lega, o ha mai invocato la famiglia tradizionale strizzando l'occhio all'elettorato cattolico osservante, o ha portato il parlamento signorine del suo entourage festaiolo (semmai la moglie o il marito a loro volta già impegnati in politica da una vita), non risulta che l'opposizione abbia mai voluto normare o brigare per impedire ai cittadini di accedere ad aborto, unioni omoaffettive, educazione sessuale nelle scuole o scelta autonoma sul fine vita.
Non che io voglia difendere l'opposizione, in altri contesti non coerente (come il PD sul voto a Gasparri in commissione difesa o com i voti sulle armi a nazioni in guerra) ma solo ristabilir la verità dei fatti a fronte di affermazioni che non si possono sentire, soprattutto visto il pulpito dal quale proviene la predica.
Un pulpito che non cessa di lasciare anatemi su chi non si uniforma a determinate scelte conservatrici sulla sfera intima o personale e poi non accetta che la sua sfera intima venga giudicata per quanto di interesse pubblico, cioè gli effetti sulla nazione del comportamento privato.
* Prsidente Osservatorio
 
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