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Propaganda USA: ondata in arrivo, soprattutto su X
di Aurora Gatti
Secondo un cablogramma firmato dal Segretario di Stato Marco Rubio e ottenuto dal Guardian, gli Stati Uniti hanno ordinato a tutte le ambasciate e i consolati americani nel mondo di lanciare campagne coordinate contro la propaganda straniera e hanno approvato X di Elon Musk come strumento "innovativo" per raggiungere tale obiettivo.
Il cablogramma, diffuso lunedì, suggerisce inoltre alle ambasciate e ai consolati di collaborare con l'unità per le operazioni psicologiche dell'esercito statunitense per contrastare quella che viene definita "disinformazione dilagante". Il documento fornisce istruzioni dettagliate su come il personale delle ambasciate dovrebbe contrastare gli sforzi coordinati stranieri volti a minare gli interessi americani all'estero.
Il cablogramma istruisce le ambasciate e i consolati a perseguire cinque obiettivi principali: contrastare i messaggi ostili, ampliare l'accesso all'informazione, smascherare i comportamenti avversari, dare voce alle realtà locali che sostengono gli interessi americani e promuovere quella che viene definita "la narrazione della storia americana".
Alle ambasciate viene chiesto di reclutare influencer locali, accademici e leader comunitari all'estero per diffondere messaggi di contro-propaganda, un approccio pensato per far sì che le narrazioni finanziate dagli Stati Uniti appaiano come spontanee a livello locale piuttosto che come dirette centralmente.
«Queste campagne mirano a scaricare la colpa sugli Stati Uniti, a seminare divisione tra gli alleati, a promuovere visioni del mondo alternative antitetiche agli interessi americani e persino a minare gli interessi economici e le libertà politiche americane», afferma il cablogramma. «Utilizzando piattaforme digitali, media controllati dallo Stato e operazioni di influenza, rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti e alimentano l'ostilità verso gli interessi americani».
In particolare, il cablogramma raccomanda agli uffici diplomatici di coordinare il proprio lavoro con le «Operazioni Psicologiche del Dipartimento della Guerra», l'unità militare più comunemente nota come MISO, o Military Information Support Operations, precedentemente Psyop, che fa parte del Pentagono.
Non è comune che il Dipartimento di Stato combini apertamente la diplomazia pubblica con le operazioni psicologiche militari. Le amministrazioni precedenti finanziavano le attività di contrasto alla disinformazione attraverso il Global Engagement Center, che ha perso i finanziamenti poco prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ed è stato additato come il simbolo della presunta censura dei discorsi conservatori, sebbene il suo mandato fosse sempre stato quello di contrastare la disinformazione straniera al di fuori degli Stati Uniti.
L'anno scorso, l'FBI ha sciolto la sua task force sull'influenza straniera e il Dipartimento di Stato ha chiuso il centro per il contrasto alla manipolazione e all'interferenza delle informazioni straniere.
Il cablogramma approva esplicitamente la piattaforma X di Elon Musk, in particolare la sua funzionalità "Community Notes", definendola uno strumento "innovativo" e "basato sul crowdsourcing" per contrastare la disinformazione e "contrastare le operazioni di propaganda anti-americana senza compromettere la libertà di parola o la privacy".
Questo apprezzamento giunge mentre l'Unione Europea ha già multato X per 120 milioni di euro (137,5 milioni di dollari) ai sensi del Digital Services Act per pratiche ingannevoli, la prima sanzione di questo tipo prevista dalla legge, e ha avviato ulteriori indagini sugli strumenti di intelligenza artificiale e sugli algoritmi di raccomandazione della piattaforma.
Musk, proprietario di X, ha ricoperto un ruolo di consulente speciale influente nell'amministrazione Trump attraverso il cosiddetto Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE).
Il cablogramma istruisce il personale dell'ambasciata a garantire che gli aiuti esteri statunitensi siano chiaramente contrassegnati dal marchio, ordinando alle rappresentanze consolari di utilizzare un "marchio prominente e con la bandiera in primo piano" in modo che il pubblico straniero sappia quando gli aiuti o i programmi provengono dal governo americano.
Agli uffici e alle ambasciate di tutto il mondo viene inoltre richiesto di aumentare la disponibilità di notizie internazionali e analisi indipendenti tradotte nelle lingue locali, incaricando di fatto le ambasciate di diventare centri di distribuzione per i media in lingua straniera nei paesi in cui, come sottolinea il cablogramma, "la propaganda antiamericana è pervasiva o dove l'accesso all'informazione è limitato".
Oltre 700 "spazi americani", centri culturali, biblioteche e centri di scambio finanziati dal governo statunitense in diversi paesi del mondo, dovranno essere riposizionati, secondo le direttive, come piattaforme per informazioni non censurate e promossi esplicitamente come "zone" di libertà di espressione.
Un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato al Guardian che Sarah B. Rogers, sottosegretaria per la diplomazia pubblica nominata a marzo, ha fatto del contrasto alla propaganda straniera "antiamericana" una "priorità assoluta" e che il Dipartimento adotterà "una posizione decisa su questa questione insidiosa" "sfruttando appieno ogni strumento a sua disposizione in ambito diplomatico".
La direttiva riflette un cambiamento significativo nell'approccio degli Stati Uniti alla guerra dell'informazione globale. Coordinando apertamente le sedi diplomatiche con le unità militari di guerra psicologica e adottando una piattaforma di social media di proprietà di un alleato di Trump, Washington sta confondendo i confini tra diplomazia pubblica, propaganda e operazioni di informazione militare, il tutto sotto la bandiera del contrasto all'influenza straniera.
 
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