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31 marzo 2026
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Antimafia: Renata
di Pino Maniaci

Renata Fonte aveva capito che l'onestà e la bellezza erano le armi giuste per sconfiggere mafia, malaffare, corruzione.

Assessore all'ambiente del comune di Nardò, difendeva senza mezze misure l'area di Porto Selvaggio dalla speculazione edilizia e per questo si fece promotrice di una modifica al piano regolatore.

Continuò a denunciare e ad opporsi alla lottizzazione cementizia anche quando le intimarono di smetterla.

Il 31 marzo 1984, dopo una seduta del consiglio comunale, venne assassinata con tre colpi di pistola mentre rientrava a casa, dove ad attenderla c'erano le sue due figlie piccole.

Renata aveva compiuto da pochi giorni trentatré anni e fu la prima donna a ricoprire un incarico istituzionale in quel territorio.

Non si voltava mai dall'altra parte e lottava a testa alta, senza mai arretrare di un millimetro. Libera e per questo motivo scomoda per i criminali che volevano indurla al silenzio.

L'hanno uccisa ma le sue idee e le sue battaglie non sono morte.

E se oggi Porto Selvaggio è un parco naturale, tutelato e privo di orribili colate di cemento, lo dobbiamo a lei. Alla sua tenacia, al suo duro lavoro.

Grazie Renata.


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