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Zelensky nuovamente candidato al Nobel per la pace
di
Rita Newton
Volodymyr Zelensky riceve nuovamente una candidatura per il Premio Nobel per la Pace, questa volta edizione 2026.
Ovviamente non si tratta di nomination come quelle degli Oscar, cioè di selezioni curate dalla stessa Accademia, ma di proposte estemporanee da parte di individui o organizzazioni. Questa volta è stato un docente dell'Università di Oslo che ha esaltato il ruolo di Zlnsky nella difesa della democrazia europea.
Già nel 2022 Zelensky era fra i candidati e la Commissione per il Nobel per la pace si trovò in una situazione difficile, da cui si sfilò scegliendo un attivista bielorusso che era in carcere senza processo e due organizzazioni per i diritti, una russa, e una ucraina, entrambe impegnate nella denuncia dei crimini del governo russo.
Come dire "non ci schieriamo a favore di Zelensky ma contro Putin" per quanto riguarda le violazioni dei diritti perpetrate prima e dopo la guerra.
Quelle commesse da Zelensky non sono state prese in considerazione, ma sarebbe stato pretendere troppo.
La reazione di Kiev fu di rabbia e stizza per il premio Nobel destinato a "Due paesi che ci attaccano", come dissero due personaggi molto vinci a Zelensky, che forse non avevano capito che i premiati non erano i due stati ma i dissidenti di quegli stati: attivisti russi per i diritti la cui esistenza era stata legalmente cancellata e un attivista che in Bielorussia è finito in carcere più volte, per restarci senza processo.
Secondo i consiglieri ucraini, evidentemente, andare alla guerra ricusando o vietando ogni trattativa di pace era meritevole del premio.
Non dimentichiamo che quest'anno c'è anche un altro candidato alla delusione per la mancata vittoria, Donald Trump, già orfano dell'ultimo riconoscimento, andato a Corina Machado. Se Zelensky fosse candidato e vincesse di troverebbe in una brutta posizione.
 
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