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Caso Salis - No Kings: cosa succede adesso
di
Piero Graglia
Ilaria Salis, parlamentare europea di cittadinanza italiana, è stata sottoposta a controllo preventivo da parte di agenti di polizia che l’hanno raggiunta nella sua camera d’albergo a Roma, quindi presso un domicilio temporaneo.
In questi casi basta identificare la persona e, verificata l’identità, salutare e lasciare il luogo del controllo. Gli agenti invece si sono trattenuti un’ora, configurando una sostanziale privazione delle libertà di movimento della parlamentare.
Si tratta di una cosa gravissima, che per i due agenti configura l’abuso di potere, e una chiara violazione di legge, a partire dall’art. 68 della Costituzione che recita: «Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione».
Un controllo preventivo, imposto a una persona, è una limitazione temporanea di libertà, nel momento in cui si prolunga il controllo oltre la semplice identificazione (atto che ogni parlamentare sa che è tenuto a fare se richiesto, proprio a tutela delle sue immunità).
Vale poco obiettare che Salis è parlamentare europea e non nazionale, poiché le immunità dei parlamentari europei sono identiche a quelle dei parlamentari nazionali, e le leggi si applicano nella stessa maniera a entrambe le categorie: MP e MEPs.
Le cose da fare sono molto semplici:
- provvedimento disciplinare nei confronti dei due agenti di polizia che hanno eseguito un ordine contrario alla legge;
- provvedimento disciplinare più grave nei confronti di chi ha dato l’ordine;
- denuncia penale per abuso di potere da parte della persona controllata, dal vertice della catena di comando in giù.
Sul piano politico, interrogazione parlamentare urgente nei confronti del ministro dell’interno.
 
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