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28 marzo 2026
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C'era una volta la questione morale
di Elisa Fontana *

“Una leggerezza”, “non c’è nessun rinvio a giudizio”, “c’è il rinvio a giudizio, ma nessuna condanna”, “c’è una condanna, ma solo in primo grado” e potrei continuare all’infinito nel bestiario della nuova svolta etica e morale cui assistiamo da troppo tempo. Più che di svolta dovremmo parlare di discesa incontrollata, ogni volta sempre uno scalino più in basso, sempre una giustificazione trovata e sbandierata.

Nel frattempo i magistrati perquisiscono e indagano una bella fetta di alti ufficiali e imprenditori in un Ministero della difesa che sembra diventato il crocevia di affari oscuri e poco commendevoli già da tempo. Ma di certo il Ministero della difesa non è la pietra dello scandalo, troppo abituati come siamo ormai a vedere ovunque la mercificazione dello Stato, dalle Regioni e giù giù fino ai più piccoli paesini senza battere ciglio in una sorta di anestesia generale che ci fa guardare alla corruzione e alla distrazione etica come fatti normali a cui non dare più troppa importanza.

E l’anestesia dura senza problemi, nell’accettazione sociale di un prezzo da pagare all’ascesa di una nuova classe dirigente che, all’insegna del “così fan tutti”, non ha nessuna vergogna a trincerare i propri traffici dietro i cavilli della “leggerezza”, del mancato rinvio a giudizio e via giustificando.

Ora, io credo che questo sia l’ennesimo atto dello scollamento totale fra Paese e palazzo, in cui il palazzo, ma direi quasi tutta la politica ha dimostrato di aver capito solo parzialmente la valenza del voto del referendum. E se parlare di questione morale a questa destra è come evocare l’aglio a Dracula, a sinistra devono imparare di nuovo a mettere l’orecchio a terra e comprendere il rumore che sentono.

Perché il voto dei giovani che abbiamo visto, ancorché non maggioritario in un Paese di vecchi, ha una valenza che va al di là della sacrosanta difesa della Costituzione. I giovani hanno dimostrato non solo di non essere degli scemi che si abbeverano solo su Tik Tok, ma che sanno benissimo discernere quando con la massima faccia tosta gli si sciorinano delle bugie clamorose come fossero verità immacolate.

Ora, pensate davvero che una generazione così sveglia, così consapevole dei propri diritti negati, che è uscita in massa da casa per difendere la legge fondante della Repubblica sia così improvvisamente inerte e disinteressata di fronte a quella questione morale che significa il perpetuarsi del privilegio rispetto al merito personale? Che si possa vincere un appalto solo pagando una mazzetta? Che si possa vincere un concorso universitario soltanto facendo il portaborse al barone di turno?

Questo sistema malato per la nostra gioventù significa solo una cosa: emigrazione, ricerca di posti nel mondo dove vieni valutato per quel che sei e sai fare, non per lo sponsor politico che ti presenta. O davvero pensate che possano ingoiare senza nessuna reazione il vedere ragazzotti senza arte né parte messi a capo di carrozzoni regionali o dentro partecipate perché magari il padre al momento è impicciato con la giustizia.

Davvero credete che quei ragazzi che hanno votato domenica siano così cretini? E, allora, credo che, fra una chiacchiera sulle primarie e un’altra sulla ricerca del fatidico leader, se la “sinistra” non capisce che ha l’obbligo di dare un futuro a questi ragazzi non ha capito nulla del voto di domenica scorsa. E il futuro non passa da mazzette, santi in paradiso e disquisizioni su leggerezze e rinvii a giudizio. E, naturalmente, per primo e inderogabile atto, guardi al proprio interno e, ove necessario, faccia pulizia.

Poi potrebbe anche ricordarsi di non venire dal nulla e far ristampare, distribuire e imparare a memoria l’intervista di Enrico Berlinguer a Scalfari dove si parlava profeticamente, ma lucidamente della degenerazione dei partiti “i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela” chiosava Berlinguer. Era il 1981, ma lo sguardo era lucidissimo e proiettato in avanti.

Ecco, “sinistra”, chiediti cosa direbbe oggi Berlinguer dei partiti, risponditi velocemente e corri ai ripari, i ragazzi non rimangono ragazzi per sempre. Poi magari, rimessa dritta la schiena e rammentati quali siano i valori fondamentali, potreste pure vedere accadere l’impensabile: che anche tanti boomer possano decidere di votarvi.

* Coordinatrice Commissione Politica e questione morale dell'Osservatorio


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