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Ogni tempo ha il suo fascismo
di
Rinaldo Battaglia *
ANCHE IL MIO TEMPO.
LA BANDA KOCH.
I 335 ‘italiani’ uccisi poi alle Fosse Ardeatine, 82 anni fa, erano stati ‘catturati’ non solo dai nazisti ma anche dai fascisti di Mussolini. Precisamente, al di là del questore Caruso e del ministro Buffarini-Guidi e gli immancabili camerati della X Mas di Junio Valerio Borghese (il Battaglione ‘Barbarigo’ nel caso specifico) furono molto attivi gli uomini della ‘banda Koch’, un gruppo di delinquenti e criminali comuni - gestiti dal capo, Pietro Koch - prestati al fascismo di Mussolini e che da esso trovavano vantaggi e protezione.
Usavano, nelle loro azioni sporche, il fascismo per delinquere, il fascismo li usava per le sue azioni sporche di repressione. Do ut des. Mussolini aveva addirittura, in quel momento, promosso Pietro Koch quale capo della squadra speciale della polizia fascista di Roma. Sarà Koch a garantire a Kappler il raggiungimento, entro poche ore, del numero dei ‘candidati a morire’, viste le perplessità e le difficoltà manifestate più volte da Pietro Caruso.
Sulla banda Koch, operativa soprattutto nell’Italia centrale e di quelle ‘sorelle’, operative ed analoghe in Toscana e nel Veneto (la banda Carità) o a Trieste e Slovenia e Croazia (la banda Collotti), nel nostro paese non si è mai volutamente parlato. Totale silenzio di tomba. Guai a parlarne. Ed è storicamente vergognoso a mio avviso che un Presidente del Consiglio venda una falsità storica anche in occasione della ricorrenza delle Fosse Ardeatine, come avvenuto due anni (il tutto ripreso anche da qualche serio giornale). Consiglierei che leggesse solo qualche buon libro, come quello di Dino Valle. E magari anche qualche passo di Primo Levi.
"Ogni tempo ha il suo fascismo.
A questo si arriva in molti modi.
Negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola e diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine."
Come scriveva a suo tempo.
In questi giorni, un anno fa, nel 2025, la Presidente Meloni aveva ripreso il Manifesto di Ventotene scritto nel 1941 - per la promozione dell'unità politica europea - da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e da Eugenio Colorni, finché erano lì condannati al confino, per ordine dei fascisti del Duce. Chissà mai se la Presidente Meloni ed il suo cerchio magico sanno che proprio Eugenio Colorni venne, il 28 maggio del 1944, pochi giorni prima della liberazione della capitale, arrestato dai fascisti della banda Koch e ferito gravemente da tre colpi di pistola, che gli provocheranno la morte due giorni dopo, tra immense sofferenze. Aveva 35 anni.
"Ogni tempo ha il suo fascismo.
A questo si arriva in molti modi.
Negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola e diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine."
Ogni tempo ha il suo fascismo. Anche il mio tempo.
24 marzo 2025 - 81 anni dopo -
Liberamente tratto dal mio ‘Il tempo che torna indietro – Prima Parte” - Amazon – 2024
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Fosse Ardeatine: «Trucidati perché italiani», polemica per parole di Meloni. Famiglie vittime: ci fu collaborazione dei fascisti.
La premier: «Li ho definiti italiani. Che vuol dire che gli antifascisti non sono italiani?»
24 marzo 2023
“Nel giorno del 79esimo anniversario dell’eccidio della Fosse ardeatine, quando 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei o detenuti comuni, vennero trucidati dalle truppe di occupazione tedesche, scoppia la polemica politica. A innescarla sono le parole usate dal premier Giorgia Meloni che ricorda i «335 italiani» che furono «barbaramente trucidati dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia dell’attacco partigiano di via Rasella».
Una ricostruzione contestata subito dalle opposizioni: «No presidente Meloni: 335 persone non furono trucidate dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine solo perché erano italiani. Perché erano italiani e antifascisti, ebrei, partigiani. Un giorno o l’altro riuscirà a scrivere quella parola? Antifascista» scrive subito su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.Cui seguono altre prese di posizione, come quella dell’Anpi: «Certo, erano italiani, ma furono scelti in base a una selezione che colpiva gli antifascisti, i resistenti, gli oppositori politici» precisa l’associazione nazionale partigiani.”
IL SOLE 24 ORE - 24 marzo 2023
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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