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Nave russa vaga nel Mediterraneo, ma l'allarme è ambientale
di
Daniele Furlan *
Le navi russe non affondano.
Forse qualcuno ricorderà la gigantesca Metaniera russa Arctic Methanag, 277 m di lunghezza con 61.000 tonnellate di GNL, colpita da droni Ukro-Nato a largo delle coste di Malta.
Vederla andare a fuoco aveva scatenato entusiasmo nei prezzolati pennivendoli europoidi, compresi gli italici: "nave flotta ombra russa sta bruciando", "stava eludendo le sanzioni"...e bla bla bla... poco importava che fine avesse fatto l'equipaggio (che fortunatamente ha abbandonato la nave subito).
Ad aumentare l'entusiasmo poi era stata la notizia del suo inabissamento.
E invece no... difficile che una nave russa affondi per qualche dronetto marino... infatti il gigante d'acciaio, ferito e senza controllo è, da allora, alla deriva, in balia dei venti e delle mutevoli correnti del Mediterraneo tra Malta e Sicilia ed ora le guardie costiere e capitanerie di Porto di entrambi i Paesi sono in allerta.
Attualmente sembra che sia a 30 miglia nautiche ad est di Linosa.
Impossibile intervenire, si spera solo nella sorte, che correnti e venti lo facciano allontanare, tenendola in mare aperto e che non succeda niente nel frattempo.
Visivamente, lo stato della nave fa supporre che solo uno dei due serbatoi di gas sia esploso, ma non è tanto questo il pericolo, il gas evapora facilmente.
A far preoccupare è quello che in gergo nautico si chiama "bunker fuel oil" cioè il combustibile per la propulsione della nave, e, vista la stazza, non può essere meno di 900/1000 tonnellate.
Una sua esplosione o semplice fuoriuscita in mare creerebbe un vero disastro ambientale... ovunque ma sarebbe più grave a ridosso della costa.
Che dire? Alcuni politici italiani sostenitori di Stati terroristi se lo meriterebbero, ma a me piange il cuore pensare che a farne le spese sarebbero gli abitanti delle Pelagie (Lampedusa e Linosa).
* esperto navale
 
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