Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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13 marzo 2026
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Caro Amico ti scrivo
di Elisa Fontana*

Lettera aperta all’elettore medio di destra, al simpatizzante che si definisce liberale, all’uomo o alla donna che non scambierebbero mai il Parlamento per una cloaca dove dare liberamente del coglione a destra e a manca, come fosse un leggiadro intercalare.

E sì, perché ho il maledetto vizio di non generalizzare, non mi iscrivo al partito di coloro che sentenziano “a sinistra sono tutti così” o a destra altrettanto. Certo, in ogni schieramento può esserci una massa informe che per ignoranza o protervia rinuncia a ragionare con il proprio cervello e si beve qualunque cosa la propaganda gli ammannisca. Ma non sono tutti così, altrimenti potremmo davvero dare le dimissioni da cittadini e andare serenamente a giocare a bocce.

Fatta dunque la tara degli inguaribili fedelissimi che rinunciano a ragionare con la propria testa per scelta o impossibilità, mi rivolgo a tutti gli altri. A tutti coloro che pur avendo una visione moderata della politica e della società, hanno da sempre introiettati i principi liberali, quei principi che sono alla base delle grandi democrazie liberali moderne e che tutti conosciamo e riconosciamo: la libertà, i diritti inalienabili dell’individuo, lo stato di diritto, l’eguaglianza di fronte alla legge, la libera economia di mercato. Insomma principi che nulla hanno da invidiare allo sviluppo democratico di un Paese.

Ecco, a tutte queste persone a cui da lunghissimo tempo è riconosciuta piena agibilità politica e democratica chiedo alcune cose che mi sorgono spontanee dopo tre anni e mezzo di governo di destra e di propaganda martellante su tutti i campi, politico, economico, sociale. A voi, popolo di una destra normale, democratica, costituzionale faccio alcune domande che l’attualità giornaliera di questi ultimi tre anni e mezzo pone con urgenza.

Ma veramente assistete inerti ad una Presidente del Consiglio che sale su un palco e per portare acqua al suo mulino referendario prende a sberle la vostra intelligenza berciando falsità indigeribili per chiunque, del tipo “se vinceranno i no ci ritroveremo… immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza”.

Davvero volete dare a intendere che credete nello stato di diritto, nella separazione dei poteri e contemporaneamente potete credere a questa bugia, come se non sapeste che le leggi le fanno i politici e i giudici si limitano ad applicarle? E davvero non sapete che al momento per l’unico stupratore liberato dobbiamo ringraziare proprio lei, Nordio e Bartolozzi, se ancora il nome di Almasri vi suggerisce qualcosa? Ed erano dei magistrati a chiederne l’arresto…

E davvero vi bevete bugie senza vergogna tipo “figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita se vivono in un bosco, quando nessuno dice o fa nulla di fronte alla realtà di bambini mandati a rubare o a fare accattonaggio”. Davvero voi credete che i giudici, oberati di lavoro fino agli occhi, senza risorse e senza personale, un giorno decidano di strappare tre bambini ai loro genitori perché non ne condividono lo stile di vita? Perché c’è un articolo del codice che stigmatizza lo stile di vita in quanto tale? E quando i bambini rom vengono tolti ai genitori proprio per permettergli di avere una normale infanzia, dov’è la paladina dei minorenni?

Davvero credete a tutto questo armamentario di bugie che, volta per volta, è servito solo a fare da paravento al fallimento fra le bugiarde promesse della campagna elettorale e i miseri risultati dell’azione di governo? Davvero anche allora avete creduto che avrebbe abolito le accise e la riforma Fornero, come se non esistessero leggi dell'Economia che si sarebbero fatte un baffo delle sue promesse farlocche?

Eppure siete i difensori del libero mercato, che tutto regola senza bisogno di interventi statali e certe regole dovreste conoscerle bene. E dovreste, di conseguenza, conoscere chi ha fatto delle bugie il proprio ricco curriculum politico.

E qui si pone l’ultima domanda: voterete sì al prossimo referendum dopo aver ascoltato e condiviso queste stratosferiche bugie? Persino Marina Berlusconi, che per ovvie ragioni voterà sì, ha tenuto a scrivere una lettera dai toni pacati, proprio per marcare la differenza e nella ricerca di un elettorato più ampio che comprenda anche quei liberali che non hanno apprezzato affatto una campagna referendaria basata essenzialmente sulle bugie, sulle urla e sugli strepiti, quando entrambi i campi avrebbero avuto tranquillamente spazio per entrare nel merito della riforma.

Ma non è stato possibile, perché la via era stata tracciata da Giorgina e dai suoi attendenti.

Buon voto, comunque, sperando in una pacata riflessione che possa portare a comprendere quali siano le vere emergenze che ci toccano rispetto a quelle indotte da una visione autoritaria dello Stato che ogni sincero liberale aborrirebbe.

* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio


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