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Delusa da giustizia imperfetta, eppure voto NO
di
Rita Newton
I sostenitori del SI inondano da giorni il web e i mass media con storie di presunta malagiustizia o di errori giudiziari.
Faccio notare che gli errori giudiziari, anche molto gravi, si verificano pure in nazioni in cui la separazione delle carriere è già in atto e anche molto rigidamente.
Gli USA, che hanno la pena di morte in diversi Stati e dove il procuratore elettivo talora sceglie e gestisce i casi solo in base al tornaconto elettorale, presentano una delle situazioni più penose.
Si pensi ai condannati che sono stati scagionati dopo 30 o 40 anni (una vita) sprecati nel braccio della morte.
Potete visitare il nostro dossier giustizia USA per verificare come brilla per equità uno dei sistemi giudiziari stri che ci viene spesso proposto come modello.
Personalmente, poi, ho avuto solo esperienze negative con i tribunali, le volte che ho denunciato, provando alla fine rabbia, stanchezza e nel complesso delusione, dopo decenni spesi a difendere la magistratura.
Ma non mi faccio guidare dalla rivalsa personale: per il referendum il mio pensiero va alla Costituzione e alla tutela dei più deboli, che devono poter avere "un giudice a Berlino", anche se a volte quel giudice può sbagliare o se è costretto ad applicare la legge anche quando favorisce il colpevole (ad es varie riduzioni della pena).
Non infliggo a me e ad altri un rischio e alla nazione un danno sol perché io ho incontrato alcune persone che non sono state abbastanza diligenti o professionali.
Sarebbe come la famosa storia del tizio che si castra per fare un dispetto alla moglie. In questo caso ci sarebbe l'aggravante che ho conoscenza delle norme e delle procedure giudiziarie.
E certamente l'ideologia è l'ultima cosa che possa condizionarmi, soprattutto perché non ne ho mai professato alcuna, né in questo ambito né in altri. I politici li giudico dalle azioni e sono allergica al tifo da stadio.
La mia bussola sono sempre state solo le carte fondamentali dei diritti, quelle redatte da un ampio consesso di parlamentari (la Costituzione) o nazioni (CEDU, Carta ONU e convenzioni internazionali).
E, per attenersi a tali carte dei principi, le modifiche di cui avrebbe bisogno il sistema giustizia sono ben altre, mosse dal vero interesse dei cittadini, non fa quello della casta che vuole impunità.
Alcune di queste modifiche le abbiamo illustrate via via sul sito dell'Osservatorio a commento di fatti di cronaca, scelte legislative e sentenze.
In conclusione, anche guardando ai sistemi dove esiste la separazione delle carriere e con il personale bagaglio emotivo e razionale di cui ho scritto voto NO.
 
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