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Bimbi nel bosco: magistrati ingiuriati e minacciati spiegano la procedura
di
Viola Fiore
Tanti li hanno giudicati e persino ingiuriati e minacciati sui social, attribuendo loro incompetenza, pregiudizi e superficialità nel trattare le vite dei bambini della famiglia nel bosco.
Ma i magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili ed in particolare, presso il Tribunale per i minorenni di L'Aquila (e la Procura minorile di L’Aquila), davanti al quale si sta svolgendo un procedimento civile per la verifica dell'esercizio della responsabilità dei genitori, non ci stanno e chiariscono che "ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata ‘esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale."
Ricordano che ogni procedimento minorile "prevede tempi di valutazione e accertamento volti ad individuare e realizzare il superiore interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di
riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei minori" con il coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa.
Pertanto "le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti".
I magistrati aquilani quindi auspicano che la collettività comprenda quanto "il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane; per le quali è istituzionalmente demandato all’autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio".
A chiarire la questione dei diritti dei minori è intervenuta anche l'Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia
secondo cui "Non è facile coniugare correttamente il diritto di cronaca con il rispetto delle persone di età minore che sono al centro di queste vicende: di certo in questi casi è sempre richiesta un'informazione non emotiva, attenta alla correttezza dei contenuti, capace di misurare i toni".
A tal fine, l'associazione sottopone una riflessione sulla domanda di chi siano i bambini e sottolinea che si tratta di una domanda sbagliata. "Di chi sono?” si chiede per i beni quando si tratta di un diritto di proprietà, non per le persone che sono titolari autonomi di diritti.
"E' questa la prospettiva della Costituzione che all’art. 2 afferma il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo e all’art.30 richiama il diritto ed il dovere dei genitori “di mantenere, istruire ed educare i figli” e richiede allo stato di intervenire “nei casi di incapacità dei genitori”. Il fondamento ed il limite dell’azione dei Tribunali per i minorenni è espresso proprio nel secondo comma dell’art.30 Cost. Il Tribunale ha indicato quali erano i diritti per cui si è reso necessario l'intervento giudiziale: il diritto alla vita di relazione (art.2 Cost.), alla salute (art. 32) e all'istruzione (art. 34 Cost.)".
Inoltre, il linguaggio è decisivo e segna le differenze: non più “potestà genitoriale”, come spesso si sente ripetere, tanto meno “patria potestà”, ma “responsabilità genitoriale”.
"Il mutamento del linguaggio - fa rilevare l'associazione - indica proprio il cambiamento di prospettiva: i genitori non possono esercitare sui figli un potere insindacabile, le loro scelte devono essere ispirate al rispetto dei diritti dei figli. Per queste ragioni e in proporzione a questi limiti il Tribunale è intervenuto sulla responsabilità genitoriale.
L'associazione dei magistrati minorili commenta anche il paventato invio di una ispezione ministeriale, un proposito che era stato manifestato anche alcuni mesi fa ma non si è poi concretizzato: "Colpisce la dichiarazione della Presidente del Consiglio secondo la quale il Ministro della Giustizia le avrebbe assicurato di voler inviare un'ispezione al Tribunale per i minorenni... Colpisce che la funzione ispettiva sia richiamata, ormai quasi come un'opzione ordinaria. tutte le volte il cui il Governo o il Ministro di Giustizia non condivide il contenuto di una specifica decisione giudiziale. Una prospettiva di questo tipo, tanto più per la sua frequenza ed ordinarietà, rappresenta una significativa violazione dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura."
Anche per questa ragione l'associazione rinnova la solidarietà ai magistrati impegnati in questa vicenda, che sono stati anche oggetto di ingiurie personali e di minacce.
 
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