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Lo stupro di Franca Rame
di
Santina Sconza
Milano, 9 marzo 1973 Franca Rame viene stuprata dai fascisti.
Noi non dimentichiamo.
Erano gli anni, in cui noi donne manifestavamo per i diritti, manifestazioni colorate, non violente, allegre, donne che per crescere insieme avevamo inventato gruppi di autocoscienza.
Eravamo migliaia e migliaia, sembrava che i maschietti di sinistra mettessero in discussione il loro machismo, il loro essere sotto una famiglia patriarcale.
Ai fascisti non andava bene, ti aspettavano sotto scuola per poterti picchiare e minacciare,
avevano bisogno di azioni eclatanti, quindi perché non punire una delle donne protagonista delle lotte.
Lo stupro a Franca è uno stupro punitivo, viene caricata a forza su un furgone, viene violentata e torturata da cinque fascisti, viene ferita con lamette, e sulla sua pelle bianca come l'avorio vengono spente sigarette.
In teatro
recita un monologo, ricordo quando venne nella mia città a Catania, dove racconta di una donna stuprata, il monologo è terribile, ti entra nel corpo, ti ferisce, ti colpisce come se ogni spettatrice subisse la stessa violenza.
Solo nel 1987 troverà la forza di raccontare che quella donna del monologo è lei, è lei che aveva subito la violenza è lei che non ha mai avuto giustizia e lei che morirà senza vedere i suoi aguzzini, i suoi stupratori in carcere.
Nicolò Bozzo
racconterà che la sera del 9 marzo 1973 alla notizia dello stupro di Franca a Milano qualcuno gioì era il generale paracadutista Giovanni Battista Palumbo.
Alcuni testimoni racconteranno che lo stupro fu comandato dall'Arma dei Carabinieri ma non è stata mai fatta giustizia.
LO STUPRO di Franca Rame
"Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo.
Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi...
Penso e ci ripenso... Poi mi decido...
Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani".
 
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