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08 marzo 2026
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Donne al voto
di Santina Sconza *

Noi donne il voto ce lo siamo conquistato con la lotta.

Oggi come ieri, l'otto marzo noi donne scendiamo in piazza contro la guerra e per il lavoro.

Noi donne lottammo contro la dittatura fascista che ci licenziò dalle fabbriche, dai posti di lavoro per relegarci a casa a sfornare figli.

Noi donne scendemmo in piazza dal 1927 al 1934 per scioperare.

Scendemmo in piazza con l’inizio della guerra coloniale 1936- 37 in Abissinia contro la guerra in tutte le piazze d'Italia da Caltanissetta, a Messina, a Firenze, Massa Carrara invadendo le sedi del fascio.

La Resistenza iniziò il 5 marzo del 1943 con lo sciopero di 100mila donne a Torino.

L' otto marzo del 1943 scendemmo sempre a Torino a piazza Castello per protestare contro la guerra.

Fra le tante donne che lottarono vogliamo ricordare Maria Teresa Mattei, nel 1938 fu espulsa da tutte le scuole del Regno per aver rifiutato di assistere alle lezioni in difesa della razza.

Partecipò attivamente alla Resistenza con il nome di battaglia “Chicchi".

Fu eletta all’assemblea Costituente, fu deputata del P.C.I. e per tutta la vita si occupò dei diritti delle donne e dei minori. Fu proprio Maria Teresa Mattei a dire: "Quel voto ce lo siamo conquistato”.

Mussolini non revocò il diritto al voto in un unico atto, ma lo svuotò progressivamente dal 1923, trasformando la democrazia in una dittatura.

Con la Legge Acerbo (1923) e le leggi fascistissime (1925-1926) eliminò i partiti, soppresse le elezioni libere e impose liste uniche plebiscitarie.

Questo governo neofascista ci vuole propinare una nuova legge elettorale che rafforza il governo e indebolisce la democrazia.

Con un premio di maggioranza tale da garantire alla coalizione vincente una solida – per non dire schiacciante – maggioranza parlamentare anche con una percentuale di voti del 40% dei votanti.

Ieri come oggi noi donne operaie, casalinghe, impiegate, studentesse, avvocate, magistrate, dottoresse unite nella lotta contro la guerra, contro il femminicidio, contro lo disparità dello stipendio, contro la misoginia, contro questo governo guidato da una donna che ci sta relegando ad un ruolo subalterno e impedisce agli italiani di protestare con decreti sicurezza simili alle leggi fasciste.

Noi donne scendiamo in piazza contro tutte le guerre e perché questo governo applichi la pace con gli articoli 10 e 11 della costituzione.

Noi donne scendiamo in piazza perché non vogliamo che i nostri figli diventino carne da cannone e contro la leva obbligatoria. Noi scendiamo in piazza con gli striscioni per dire NO a tutte le guerre.

Noi scendiamo in piazza con lo striscione: il 22 e 23 marzo votiamo NO al Referendum costituzionale.

Il 22 e 23 marzo noi voteremo NO contro chi vuol modificare 7 articoli della costituzione.

Il 22-23 marzo voteremo NO contro chi vuol sottomettere la Magistratura al potere politico.

Noi donne di tutti i partiti della Resistenza partecipammo in 21 all'Assemblea Costituente per redigere la Costituzione.

La Costituzione non si tocca, non vogliamo nessuna modifica se non per migliorarla come hanno fatto in Francia con la modifica dell'art. 34 che garantisce "la libertà garantita alla donna di fare ricorso a una interruzione volontaria della gravidanza", blindando il diritto per prevenire restrizioni.

* Già Presidente ANPI provinciale Catania


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