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08 marzo 2026
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Una casa nel bosco
di Francesco P. Esposito *

Caso "bambini del bosco" (Palmoli, Chieti): tre minori (una bimba di otto anni e due gemellini di sei) allontanati dal Tribunale dei Minorenni dell'Aquila dopo mesi di valutazioni partite da un ricovero per intossicazione da funghi ad aprile.

Non è "perché vivono nella natura", ma per un insieme di cose molto concrete, gravissime e molto terrestri.

Vivevano in un rudere isolato e in una roulotte, senza impianti elettrici né idrico-sanitari, quindi niente acqua corrente e niente servizi normali.

Bagni a secco senza sciacquone, la combo perfetta per topi e infezioni. La perizia lo conferma e il giudice parla di "rischio grave per incolumità e salute".

In più: casa senza requisiti minimi di abitabilità, niente collaudi, niente garanzie igieniche e di sicurezza (rischio incendi, umidità, muffe persistenti, problemi respiratori).

E ancora: isolamento sociale (diritto alle relazioni leso), homeschooling fatto in condizioni già difficili e chiusura totale verso servizi sociali e controlli.

Il padre valutava di persona i bambini candidati giusti per vedere i figli (!).

Ultima chicca da manuale dell'assurdo: rifiuto di accertamenti pediatrici e neuropsichiatrici, con richieste economiche deliranti per concedere il consenso. Questo, per un tribunale, è sirena d'allarme grande quanto un Tir.

Ora, il punto non è fare i tifosi del "bosco libero" contro lo "Stato cattivo". Il punto è più brutto e semplice:

1) Le teorie diventano BARE quando ci metti dentro i bambini.
La via olistica "contro tutto", lo sciamanesimo da discount spirituale, il "non ti fidi dei medici quindi sei puro", in Italia ha già fatto morti.

2) La libertà degli adulti finisce dove comincia la vulnerabilità dei minori.
Vuoi vivere nei boschi? Fai pure. Vuoi non avere corrente? Ok. Vuoi fare homeschooling? Possibile, ma fatto bene e verificabile. Ma se togli acqua, igiene, controlli sanitari, scuola vera e relazioni, non è "stile di vita". È violenza. Punto.

3) Niente guru. Mai.
Il guru, anche quando è tuo padre o tua madre, non è un santino. È un essere umano convinto di avere ragione. E quando un essere umano convinto di avere ragione gestisce bambini come un esperimento sociale, prima o poi qualcuno si fa male. O muore.

4) Occhio al circo mediatico.
In due giorni tutti esperti: naturalisti, costituzionalisti, pedagogisti, sciamani certificati dall'università della strada. La realtà è meno sexy: qui si parla di tutela urgente perché c'era un quadro di pregiudizio serio.

E sì, lo so bene quello che dici tu: i Tribunali dei Minorenni spesso arrivano tardi, con fascicoli grossi come lapidi. Proprio per questo non trasformiamo un caso in motto ideologico.

Se sbagli bandiera, non paghi tu. Pagano loro. Fine. Nessun romanticismo da Instagram sulla "vita selvaggia".



La natura è bella. Ma non è un reparto pediatrico, non è una scuola, non è una rete sociale.

E i bambini non sono un tuo oggetto. Sono bambini.

* Criminologo forense, componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio


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