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Cuore espiantato: responsabilità e ipocrisie
di
Renato De Vecchis *
Nel contegno della D.ssa Iervolino, manager dell'Ente Ospedaliero Monaldi, generosamente e incondizionatamente autoassolutorio per sé stessa e inflessibilmente punitivo e minaccioso per il cardiochirurgo Prof. Oppido, ci sono assonanze con la situazione descritta da Kafka nel suo romanzo "Il castello".
"Uno dei principi che regolano il lavoro dell'amministrazione è che non si deve mai contemplare la possibilità di uno sbaglio. [...] Errori non se ne commettono e, anche se ciò per eccezione accade, come nel suo caso, chi può dire alla fin fine che sia davvero un errore?»»
(Mondadori 1979, traduzione di Anita Rho, p. 98 e p. 99)
"Bravo merlo! E allora secondo te, la nostra Direttrice Generale avrebbe dovuto sorvolare sul fatto che Oppido ha iniziato la procedura di exeresi chirurgica del cuore nativo malato con 10 minuti circa di anticipo rispetto al momento in cui il cuore nuovo è arrivato effettivamente sul tavolo operatorio?
Così Oppido ha constatato che il nuovo cuore era congelato e ipocontrattile quando il vecchio cuore era oramai staccato dal torace e la irrorazione degli organi vitali era assicurata dalla sola pompa extracorporea dell'ECMO con torace svuotato del primo cuore e in attesa del secondo".
No, la Direttrice avrebbe dovuto considerare le argomentazioni difensive di Oppido se egli avesse avuto il coraggio di prospettarle con brutale franchezza, come segue: "Gentile Direttrice Generale, tutte le volte che il tempo di ischemia dell'organo da trapiantare si protrae (per via di espianto laborioso, problemi di viabilità, ritardi nella partenza del volo aereo) io sono solito trasgredire le linee-guida europee e anticipare la avulsione chirurgica del cuore nativo per guadagnare tempo, quando so che la auto medicalizzata con il neocuore è stata segnalata nei paraggi dello ospedale e quando mi è stato garantito per via telefonica che il graft prelevato dal donatore è in buono stato.
Anche stavolta ho fatto cosi: mi sono sincerato, sulla base delle rassicurazioni telefoniche dei colleghi espiantatori, che il cuore donato fosse in buono stato e che mancavano solo pochi minuti per l'arrivo in ospedale dell'auto che lo trasportava; mi sono quindi attivato per la disconnessione dal torace del cuore nativo circa 10 minuti prima, secondo la solita prassi che adotto in queste circostanze; infine rivendico la appropriatezza di questa mia strategia, volta a guadagnare tempo prezioso, nei casi in cui le procedure di espianto e i tempi di trasporto abbiano prodotto una latenza temporale, o tempo di ischemia fredda, dell' ordine di 4 ore o superiore."
Questo avrebbe dovuto dire il Prof. Oppido senza tenere nel minimo conto la possibilità di una adesione leale alla sua linea difensiva da parte degli infermieri e del personale tecnico di sala: tutte persone troppo preoccupate dalla minaccia di sanzioni disciplinari per potere confessare l'infrazione ripetuta delle linee-guida commessa al loro cospetto e con la loro partecipazione, in scienza e coscienza, dal Prof Oppido.
Infatti la medesima disapplicazione delle linee-guida si era realizzata ad opera del prof Oppido anche in precedenti operazioni di trapianto, nell'interesse del paziente, con esiti post-operatori immediati sempre favorevoli, tranne che nell'ultimo, disgraziato caso di Domenico, tradito dalla negligenza di medici espiantatori sbadati e sonnacchiosi e dalla inerzia contrattile di un cuore surgelato (male estirpato, mal custodito, mal trasportato e infine non tempestivamente riconosciuto come inidoneo al trapianto da parte dei medici vettori, cui sarebbe bastata una provvidenziale telefonata di avvertimento al prof Oppido per indurlo a desistere dalla cardiectomia).
Le linee-guida rappresentano norme di good practice non vincolanti né obbligatorie per il medico, che può ignorarle o disapplicarle in toto o in parte secondo scienza e coscienza. Questo pure occorrerebbe dire alla D.ssa Iervolino e al manipolo di dogmatici dei quali si circonda e dai quali si fa ispirare nelle sue deliberazioni punitive contro il Professore Guido Oppido.
* Medico cardiologo ospedaliero, Componente del Comitato Tecnico-Giuridico dell'Osservatorio
 
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