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Il tribunale è la mia seconda casa e voto NO
di
Goffredo D'Antona *
Impegnato a leggere e studiare la riforma, e respingerla tecnicamente, non avevo focalizzato bene quelle che sono di fatto le motivazioni della stessa.
Cioè le avevo studiate, ma non mi ero mai soffermato a valutarle sotto l’aspetto etico.
“I Giudici sono appiatti ai pubblici ministeri. Le correnti le fanno da padrone.“
Ora a parte l’infondatezza fattuale, e la mia non comprensione dell’utilità dei rimedi proposti, quello che spara è che l’ingiustezza la cattiveria di queste affermazioni.
Affermazioni fatte proprie da tanti avvocati che conosco, che stanno vomitando un odio assurdo. Assumendo a sistema singole storture.
Questa Giustizia va migliorata, e ci sono tanti magistrati che neanche guardo in faccia (per non dir di peggio).
Ma forse noi Avvocati dovremmo fermarci un attimo e riflettere.
Ma veramente pensate che il Giudice con il quale fate udienze ogni giorno sia un succube del pubblico ministero perché collega?
Ma veramente pensate che il Magistrato tizio non meritava la nomina a Presidente del Tribunale, e se ciò è accaduto è solo perché si è fatto raccomandare?
Perché di questo parliamo. Queste sono le premesse alla riforma.
Un conto sono i casi singoli, anche se ripetuti, altro è criminalizzare il potere giudiziario.
Frequento il Tribunale di Catania dalla fine degli atti 80, ho subito ingiustizie (le hanno subite i miei assisiti) ma le ho subite dal PM Tizio e dal Giudice Caio.
Neanche quando ero una ragazzino con la toga ho pensato che fosse il sistema che non andava.
Non voglio fare il “fanciullo bucolico“ ma il Tribunale è la mia seconda casa, lì ho pianto di gioia e di tristezza, ho urlato di gioia per le vittorie di processi difficili.
Ero lì quando pezzi della mia vita mi venivano rubati. E quando mi guardavo intorno in quei momenti, avevo i sorrisi, le consolazioni, gli stimoli di Avvocati, Magistrati, Cancellieri.
Quella è la mia seconda famiglia, e non sempre va tutto bene, però io non la cambio.
* Avvocato penalista
 
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