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Tre anni dopo Cutro
di
Alessandra Sciurba *
Tre anni sono passati da quel naufragio, quando il governo scelse di lanciare in mare un'operazione di polizia, invece che una di soccorso che avrebbe potuto salvare tutte quelle donne, quegli uomini, quelle decine di bambini e bambine.
Ricordo gli occhi dei sopravvissuti, rinchiusi in un capannone per giorni, senza nemmeno dei letti, quando con la Clinica legale Migrazioni e diritti dell'Universitą Palermo, insieme a Memoria Mediterranea e alla Rete 26 Febbraio scoprimmo per caso questa ulteriore indecenza: il sequestro di quei figli, sorelle, mariti, cui nemmeno fu permesso subito di stare accanto alle povere bare nel Palamilone di Crotone.
Quelle famiglie, come tutte le famiglie delle altre di migliaia di persone inghiottite dal mare per colpa delle scelte politiche italiane ed europee, chiedono ancora giustizia.
Ma non sembra esserci spazio, in questo paese, per la responsabilitą e la dignitą che la giustizia vera presuppone.
La strage di Cutro, invece che muovere alla vergogna e alla riflessione, č stata prontamente strumentalizzata dal governo per inasprire le leggi contro tutte le persone migranti -, invisibilizzate, obbligate all'irregolaritą, calpestate nei loro diritti minimi, creando insicurezza per tutti -, e contro i presunti scafisti (figure reali quanto gli unicorni), mentre i criminali come Almasri vengono riportati in Libia a torturare sui voli di Stato.
* Giurista
 
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