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26 febbraio 2026
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Patriarcato: all'Ariston come al bar
di Antonio Matteini

Scambiare il microfono per un gintonic?

Verso le 6 dl pomeriggio, come tanti di noi, passo solitamente un'ora al bar... tra un bicchiere e quell'altro si chiacchiera in leggerezza, mica c'è da ragionare dei massimi sistemi: c'è da aspettare l'ora di cena e sfogare lo stress di una giornata di lavoro.

I discorsi da bar, tali si chiamano perché sono adatti a quel contesto. Mentre siamo al bar, abbiamo un bicchiere davanti alla bocca, non un microfono e ciò ci consente di poter esprimere banalità, discorsi con poca logica... ovviamente pure con un linguaggio informale.

Ecco l'impressione è che tanti, di questi tempi, abbiano scambiato i microfoni per bicchieri da aperitivo.

Non seguo Sanremo da quindici anni, ma ho visto uno spezzone di intervista alla band "Bambole di Pezza", note ben prima di Sanremo per il proprio attivismo con particolare attenzione alle discriminazioni di genere.

Il giornalista per "metterle in difficoltà" sostiene che il patriarcato non esiste, come lo fa? Dicendo che in casa sua comanda sua moglie e dice alle artiste che anche a casa loro sicuramente è così.

Ora, io discorsi simili me li aspetto al bar alle 6 la sera da un signor nessuno come me, ma a Sanremo... uno che è lì a lavorare per una testata giornalistica, con la possibilità di studiarsi prima che cosa dire; possibile si sia fatto uscire di bocca una roba del genere?

Mi viene poi in mente quella politica di Calenzano del "ma gemelliamoci con l'Austria, icche si va a cercare sempre que' poeretti storpi che stanno male", mi viene in mente la mozione di Fratelli d'Italia qua a Bagno a Ripoli che oltre a essere delirante nel contenuto; nella forma pareva scritta da un bambino di seconda elementare.

Insomma, io da chi ha il privilegio di stringere in mano uno strumento che amplifica la voce, mi aspetterei la volontà di sfruttarlo per dire cose importanti, per dire qualcosa che non sia totalmente banale.

Invece a quella che chiamano "cultura di sinistra" che in parte mi repelle pure a me, vorrebbero alternare la non-cultura.

È chiaro che alla Meloni ha fruttato tantissimo l'essersi venduta come la "donna del Popolo", quella che parla come mangia.

La differenza enorme tra la Meloni e quest'altra gente è che lei ha visto quel personaggio funzionare e lo sfrutta.

Questi scambiano le conferenze stampa per chiacchierate al bar, gli scranni nei palazzi del potere per sgabelli di un pub e i microfoni per calici di spritz in cui urlare tutta la loro mediocrità.


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