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Inchiesta PNRR: rubare tutti insieme allegramente
di
Elisa Fontana *
E’ di queste ore una notizia che ha parzialmente scoperchiato il vaso di Pandora dei fondi UE e a di quelli del PNRR.
La Procura europea (EPPO) ha chiesto l’arresto di 16 cittadini italiani con l’accusa di corruzione e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. Detto in parole povere, 16 fra docenti universitari, ricercatori, insegnanti, manager e dipendenti di società informatiche tutte operanti fra Sicilia e Campania avevano messo in opera un sistema truffaldino attraverso il quale i docenti facevano in modo che gli enti presso cui lavoravano affidassero le forniture di beni e servizi a determinate società informatiche, ottenendone in cambio cellulari, smart tv e computer per uso personale o per amici e parenti.
Le forniture di beni e servizi avvenivano grazie a fondi UE e fondi del PNRR, da qui la lente di ingrandimento della Procura europea e la relativa indagine.
L’indagine è nata a Palermo con l’arresto della preside Lo Verde, insignita del titolo di cavaliere della Repubblica per il suo impegno antimafia (sic!) che - secondo la ricostruzione degli inquirenti - con la complicità di altri professori e collaboratori, per non perdere i fondi UE falsificava i registri di presenza di attività finanziate, ma mai partite. Faceva poi acquistare con fondi europei computer e dispositivi elettronici per gli alunni presso una ditta che poi la ricompensava con telefonini e pc gratuiti.
Evidentemente il sistema era esteso, visti gli sviluppi e trovato lo stesso sistema applicato in alcune facoltà universitarie e scuole di Napoli.
Questa storia di ordinaria illegalità con i soldi pubblici si lega strettamente a quanto dichiarato da Guido Carlino, presidente della Corte dei Conti, qualche giorno fa all’inaugurazione dell’anno giudiziario, quando ha criticato fortemente la riforma della Corte stessa voluta da questo governo. Un governo impresentabile, aggiungo io, che non sa più quali e quanti condoni studiare per gli evasori fiscali, ma nel contempo studia alacremente come tagliare le unghie alla giustizia contabile. Carlino ha sottolineato come le nuove norme siano di difficile interpretazione e ostacolino il controllo della Corte dei Conti sulla spesa pubblica, mentre grandi sono i ritardi nell’attuazione del PNRR.
E, in effetti, il governo ha proceduto alla richiesta della sesta revisione del PNRR, modificando ben 173 misure. E Carlino non ha mancato di sottolineare l’importanza del problema, aggravato, oltretutto, da molti casi di sottrazione dolosa dei fondi europei, come abbiamo visto sopra, e questo è solo un esempio. Ma, sottolinea Carlino, non c’è solo il mero danno erariale da perseguire, bensì anche l’immagine dell’Italia di fronte all’Europa.
Perché non dimentichiamo che a fine 2023 la Corte dei Conti europea ha aperto 206 indagini relative ai fondi del PNRR e il 75% di queste indagini riguardava l’Italia. E qui, conclude Carlino, sta il paradosso della riforma che, indebolendo i controlli quando si è di fronte ad una colpa grave, non permette di andare a fondo di altri reati ben più gravi. Insomma, quelli che potrebbero essere reati-spia di illeciti ancora più gravi vengono trattati con superficialità e si nega il loro approfondimento.
Ma nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli gli italiani hanno fiducia nella Corte dei Conti se, solo nel 2025, ci sono state oltre 48 mila denunce di irregolarità che se da una parte denotano la fiducia nella istituzione, dall’altra rendono veramente irricevibile una riforma che di fatto ne depotenzia l’azione, lasciando campo libero all’assalto del denaro pubblico.
Ma naturalmente il depotenziamento della Corte dei Conti è solo un altro tassello del più ampio disegno di disinnescare la magistratura e metterla sotto controllo in modo da poter lasciare alla politica quelle mani libere che hanno quell’odore malsano fra lo stato autoritario e il marchese del Grillo.
Occorre spiegare oltre la necessità e l’importanza di votare NO al referendum?
* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio
 
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