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26 febbraio 2026
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Dalla patria del diritto
di Elisa Fontana *

Il nostro poliedrico e fecondo presidente del Senato La Russa, a proposito del fenomeno Cinturrino ha dichiarato serafico “Se fosse vero il tentativo di costruire ad arte un’azione di legittima difesa mi rifarei a Giorgio Almirante che ai tempi del terrorismo diceva "se il terrorista è uno di sinistra chiedo la pena di morte. Se per caso il terrorista è uno di destra chiedo una doppia pena di morte”.

Che insieme al doppio della pena chiesta ieri dallo splendido Salvini per Cinturrino ci rendono chiaro come e qualmente entrambi abbiano letto, introiettato e digerito leggi, codici e la nostra Costituzione. Per poi espellerli, evidentemente.

Lo stesso Matteo Salvini si era anche detto sicuro, a suo tempo, che il suo assessore Adriatici avesse agito per legittima difesa, sparando ad un cittadino marocchino con evidenti problemi mentali, omicidio per il quale è stato poi condannato a 12 anni. Aspettiamo le reazioni dl vicepremier e della sua canea ululante, che sappiamo sempre così rispettosi del diritto e della sua applicazione.

Il governo DioPatria&Famiglia ha affossato allegramente la proposta di legge presentata dalle opposizioni che prevedeva non solo per le madri, ma anche per i padri un congedo di paternità di 5 mesi. Motivazione? Copertura finanziaria insufficiente. Mancano i soldi, insomma, quelli che non mancano mai per armi, ponti di Messina, Olimpiadi faraoniche e grandi ma onerose incompiute assortite.

In aula durante il processo per il naufragio di Cutro un maggiore dei carabinieri ha confermato che, nelle settimane successive al naufragio, gli ufficiali della Guardia Costiera imputati hanno scambiato una serie di messaggi, depositati agli atti, per concordare una linea di difesa comune che giustificasse i ritardi nei soccorsi e il lungo lasso di tempo trascorso tra l’allarme lanciato da Frontex e l’intervento italiano.

A proposito del fatto sbandierato da Nordio e da tutta la banda suonante che in nessun punto della riforma costituzionale su cui andremo a votare il 22 marzo c’è scritto che il PM sarà alle dipendenze dell’esecutivo, gli segnaliamo, ove mai gli fosse sfuggito, che il forzista Zanettin e la leghista Stefani hanno presentato una proposta di legge davvero interessante, dal titolo “Criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”.

All’art.5 della proposta di legge dove si parla di “programmi legislativi del governo in materia di giustizia per l’anno in corso” viene aggiunto “nonché sull’applicazione dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”. Eccola qui la futura autorizzazione della politica a stabilire per tutti i PM italiani “le priorità nell’esercizio dell’azione penale”. Tipo sanzionare l’abigeato, perseguire i bigami, punire i casi di ubriachezza molesta, insomma reati gravissimi che compromettono il vivere civile di questa bennata nazione.

Dunque, nessuna preoccupazione, la legge è già pronta, basterà solo approvarla dopo aver portato a casa il referendum. Occorre spiegare oltre la necessità e l’importanza di votare NO al referendum?

E dalla patria del diritto è tutto, se vi sembra poco.

* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio


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