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Gli incollano adesivo di Forza Nuova sulla porta di casa
di Soumaila Diawara
Ci sono gesti che non sono semplici provocazioni, ma veri e propri atti di intimidazione. Quanto accaduto a Luca Blasi, assessore alla Cultura del III Municipio di Roma, è un fatto grave che non può essere ignorato né normalizzato.
In pieno giorno, mentre era in casa con i suoi figli appena tornati da scuola, qualcuno si è avvicinato alla sua porta per attaccare un adesivo di Forza Nuova.
Non si tratta di un gesto casuale. È un messaggio preciso, inquietante, costruito per trasmettere paura: “sappiamo dove vivi”.
Questo episodio arriva poche ore dopo la grande mobilitazione antifascista in memoria di Valerio Verbano, simbolo di una generazione che ha pagato con la vita il proprio impegno per la libertà e la giustizia.
Colpire chi continua oggi quel percorso significa tentare di colpire un’intera comunità, i suoi valori e la sua memoria.
Ma la storia ci insegna che la paura è lo strumento di chi non ha argomenti. L’intimidazione è l’arma di chi teme la libertà, la partecipazione e la coscienza critica.
Chi è impegnato per i diritti, la cultura, la giustizia sociale e la democrazia non deve mai essere lasciato solo.
La solidarietà non è solo una parola: è una responsabilità collettiva. Difendere chi viene minacciato significa difendere la democrazia stessa.
Esprimo la mia piena e totale solidarietà a Luca Blasi. Non sei solo. La tua battaglia per la cultura, la libertà e i diritti è la battaglia di tutti noi. Le intimidazioni non fermeranno la voce di chi crede in una società più giusta, libera e umana.
 
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